Nel mercato immobiliare olandese, con poche opportunità per chi volesse acquistare o affittare, sta spuntando una terza opzione e cioè quella della cooperativa edilizia (che è diversa dalla società di edilizia abitativa che gestisce le case popolari in affitto), spiega NOS.

In pratica, un gruppo di persone crea una cooperativa, prende soldi in prestito da una banca, ma anche investendo denaro direttamente oppure tramite crowdfunding, o tramite accesso a fondi comunali o provinciali.

La cooperativa utilizza quei soldi per costruire un nuovo blocco abitativo o per acquistare un lotto esistente e i membri della cooperativa vivono e pagano l’affitto. I prestiti vengono quindi estinti con il reddito da locazione o ripagando il prestito.

Questo modello richiede, tuttavia, tempi molto lunghi: anni, a volte 10 o 15.

“È stato un lungo processo preliminare di ricerca: riunire le persone e organizzare i finanziamenti”, afferma a NOS Helen Van der Helm, proprietaria “sociale” di un alloggio costruito in cooperativa. Il finanziamento in particolare è spesso difficile. “Il problema è che le banche olandesi spesso concedono un mutuo solo a privati o società, non a un gruppo di persone”.

Per il mutuo edilizio si è dovuta rivolgere alla Germania, dove queste forme di acquisto cooperativo sono già diffuse da tempo.

Amsterdam è la città olandese più avanti in questo senso: la municipalità sta istituendo un fondo di 50 milioni di euro, da cui le cooperative possono prendere in prestito una parte dei costi di costruzione.

L’obiettivo è di avere 7.000 case cooperative costruite o in fase di sviluppo in città entro il 2025. Entro il 2040, quel numero dovrebbe essere cresciuto fino a 40.000.

Il progetto pilota di Amsterdam, la cooperativa abitativa De Warren, festeggia l’inizio della costruzione questa settimana. Ci saranno 36 case a IJburg con un affitto medio o sociale.