I parenti delle vittime del volo MH17 chiedono al pubblico ministero di avviare un’altra indagine sul luogo dello schianto, nell’ Ucraina orientale. A sostenerlo è il quotidiano Volkskrant. Le richieste sarebbero giunte anche in seguito alla notizia del ritrovamento di frammenti di ossa e dell’aereo della  Malaysia Airlines, probabilmente abbattuto da miliziani della Repubblica del Donbass.

I frammenti rinvenuti da Spekkers shard hanno già un’identità: sarebbero appartenuti ad una vittima già nota. Secondo i familiari, un’altra indagine potrebbe aiutare a ritrovare altri frammenti dei corpi e ad identificare i due passeggeri non ancora identificati.

Lo scorso 7 gennaio, la polizia aveva sequestrato a Schiphol un sacchetto pieno di reperti dell’MH17 al giornalista, di ritorno dall’Ucraina. Secondo la procura, la confisca anche del computer portatile, del telefono e della macchina fotografica del giornalista sarebbe stata giustificata dall’importanza dell’indagine.

Secondo il Volkskrant, il documentarista si sarebbe aggirato per il territorio sotto controllo degli indipendentisti, accompagnato dal controverso giornalista Graham Philips. Secondo Spekkers, lo avrebbe fatto al fine di ottenere l’accesso alle zone controllate dai filo-russi.

Il sequestro delle prove documentali e degli oggetti riportati da Spekkers ha scatenato la reazione dei russi che attraverso gli organi stampa, hanno denunciato l’indagine “di parte” svolta fino ad oggi dalla commissione.