The Netherlands, an outsider's view.

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#MeToo – il presentatore Jelle Brandt Corstius denuncia: il produttore tv Gijs van Dam mi ha violentato. Bufera nel mondo dei media olandesi

Il giornalista e presentatore televisivo Jelle Brandt Corstius intende sporgere denuncia per stupro contro il produttore Gijs van Dam. Con un post su Twitter, il presentatore ha svelato l’identità dell’anonimo molestatore di cui aveva già parlato in un’intervista a Trouw settimana scorsa. Van Dam aveva già negato le accuse  in una sua apparizione nel programma Pauw questo lunedì, dichiarando di voler querelare Brandt Corstius per diffamazione. 

L’episodio sarebbe avvenuto nel 2002, quando Brandt Corstius e van Dam lavoravano insieme al talk show “Barend & Van Dorp”. Nell’articolo di Trouw e in un’intervista a De Wereld Draait Door della scorsa settimana, Brandt Corstius aveva raccontato di essere stato drogato e costretto a praticare del sesso orale. “Quando ha voluto anche stuprarmi analmente, un qualche istinto di sopravvivenza ha avuto la meglio e sono riuscito a scappare fuori dalla stanza” ha scritto per Trouw.

Cogliendo l’occasione della campagna hashtag #MeToo per questo gesto liberatorio, il giornalista aveva inizialmente preferito non rendere pubblico il nome dello stupratore: “E’ la sua parola contro la mia. Per quel che ne so ora, non c’è nessun altro che possa testimoniare episodi simili. Dovessi andare in tribunale, è molto probabile che riesca a farmi avere una sentenza per calunnie. Finirei col prendermi una seconda ipoteca sulla casa per pagargli i danni.”

A Pauw, lunedì sera, van Dam ha fatto la prima mossa e ha negato apertamente di aver violentato Brandt Corstius. “Sono stato brutalmente giustiziato già prima di qualsiasi processo, sulla base di una bugia” ha detto van Dam. Stando alla sua versione dei fatti, quella sera i due stavano bevendo vino e avevano flirtato a lungo fino ad avere un rapporto consenziente, al termine del quale Brandt Corstius era tornato in camera sua. “Nessuno è stato violentato, nessuno è stato costretto”. Van Dam e il suo avvocato, Peter Plasman, hanno dichiarato l’intenzione di sporgere denuncia per l’accusa di calunnie e diffamazione.

In realtà Brandt Corstius non ha mai fatto il nome di van Dam in pubblico prima di martedì mattina, quando van Dam aveva già preso distanze dall’accaduto. Secondo l’avvocato Plasman però, aver nominato van Dam ai giornalisti pur chiedendo di mantenere l’anonimato è sufficiente per sporgere accuse di calunnie e diffamazione.

In una reazione su Twitter, Brandt Corstius si è detto “arrabbiato e triste” dopo aver visto la puntata di Pauw. “Arrabbiato, per ovvie ragioni, visto che Gijs van Dam nega di avermi violentato. E’ stato surreale vedere uno degli eventi più traumatici della mia vita ridotto a un momento di convivialità” ha scritto “comunque, sono più che altro triste. Se ho raccontato la mia storia, è stato per incoraggiare altre vittime a raccontare finalmente la loro verità. Speravo di poter far sentire la loro voce, di poterle aiutare. E invece, la trasmissione Pauw è stata tutt’altro che d’aiuto. Sto lavorando alle mie accuse. E’ il meglio che possa fare per ora.”

Lo studio legale Ficq & Partners ha confermato che Corstius Brandt e il suo avvocato Nico Meijring non hanno ancora ricevuto le accuse di calunnia da van Dam, ma che le “aspettano con fiducia” in quanto questo gli consentirebbe di interrogare van Dam come testimone. “Le scelte legali di van Dam e del suo avvocato sono secondo Jelle Brandt Corstius una conferma della difficile posizione in cui spesso si trova chi è vittima di abuso sessuale. Il nostro cliente si rammarica di questo, specialmente per tutte quelle vittime che non sono nella posizione di poter raccontare la loro storia, neanche a distanza di anni” ha scritto Meijring, confermando di star preparando le accuse contro van Dam.

Secondo il giornalista di NRC Arjen Fortuin, lunedì sera l’emittente Pauw ha dato dato una lezione esemplare alle vittime di violenza sessuale di tutto il paese, mostrandogli cosa potrebbe succedere se decidessero di aprire bocca. “Mi chiedo cosa sarebbe successo se i due avessero avuto un contatto diretto prima di pubblicare il pezzo – se questo avrebbe potuto cambiare le cose. Questo chiaramente dipende anche da quel che è successo di preciso quindici anni fa. Ma non vedo perché Brandt Corstius dovrebbe mentire a riguardo. Così come, da osservatore esterno, non mi sento neanche di escludere che van Dam possa non essersi neanche accorto di ciò che stava facendo. Di una cosa sono certo: quella sera c’erano delle vittime di abuso davanti alla televisione. Per loro, quelli sono stati 22 minuti di paura. Hanno imparato la lezione, hanno visto cosa succede quando apri bocca: non vieni creduto, ti viene dato del bugiardo e del manipolatore. Ecco perché in molti restano in silenzio.”

Frits Barend e Henk van Dorp, del talk show Barend & Van Dorp a cui i Brandt Corstius e Van Dam stavano lavorando nel 2002, hanno detto alla NPO Radio di sentirsi “a pezzi” per l’intera vicenda. “ Abbiamo sempre pensato di essere tutti molto aperti e rilassati all’interno dell’ambiente di redazione. Abbiamo sempre cercato di creare un ambiente women-friendly che facesse sentire ogni donna al sicuro. Chiamavamo un taxi per le ragazze che dovevano rientrare tardi la sera, per evitare che camminassero sole per strada. Onestamente, non avevo mai pensato alla possibile vulnerabilità degli uomini. Molto ingenuo.”

Fino ad ora, Barend ha parlato soltanto con Brandt Corstius dell’accaduto. “E’ la storia di Jelle contro quella di Gijs. Io non c’ero. Nessuno c’era, quindi nessuno ha prove. Ma cosa mai potrebbe ottenere di buono Jelle nel sollevare un simile vespaio?”


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