L’uomo che la politie olandese ha arrestato mercoledì è Matteo Messina Denaro, l’ultimo boss latitante storico della mafia siciliana ancora a piede libero?

Secondo l’avvocato Leon van Kleef, c’è un equivoco: il suo cliente non è il capo di tutti capi della mafia siciliana, ma Mark L. di Liverpool, dice il Parool.

Andiamo con ordine: gli ospiti e il personale del ristorante Het Pleidooi a L’Aia sono rimasti di sasso mercoledì pomeriggio quando una unità speciale della polizia NL ha fatto irruzione nel ristorante: puntavano a tre uomini seduti ad un tavolo che sono stati, poi, portati via con gli occhi bendati, dice il Parool.

La squadra si sarebbe presentata al ristorante per arrestare quello che si credeva Matteo Messina Denaro su richiesta delle autorità italiane.

Il boss, latitante da quasi trent’anni è nella lista dei più ricercati d’Italia ed è sospettato di coinvolgimento nell’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È anche accusato di una serie di attentati nel 1993. Nel 2002, Messina Denaro è stato condannato all’ergastolo in contumacia.

Stando al portale di Amsterdam, il super latitante (o la vittima dello scambio di persona) sarebbe ora nel carcere di massima sicurezza di Vught, in compagnia di terroristi -indiziati o condannati – e di sospetti della Mocro Maffia.

Ma qui la situazione si fa complessa: secondo l’avvocato dell’uomo non si tratterebbe del super latitante ma di Mark L. di Liverpool, in Olanda per vedere la F1.

“Ha detto di essere venuto in Olanda dalla Spagna, dove vive, per vedere la Formula 1 a Zandvoort”, ha sostenuto Van Kleef. “Stava mangiando in un ristorante con suo figlio quando è stato arrestato e gettato in cella”. Insomma: scambio di identità o davvero il più clamoroso arresto di Mafia italiana degli ultimi anni e il più grande in Olanda?

Il problema è che il mandato di cattura italiano non conteneva le impronte digitali di Matteo Messina Denaro e stando all’avvocato è molto improbabile che l’uomo in manette sia il boss sotto mentite spoglie: accento British e chiacchiere al telefono con familiari e parenti in UK avrebbero convinto il legale che l’uomo è stato vittima di uno scambio di persona.

La Procura conferma che l’arresto è avvenuto mercoledì nel ristorante dell’Aia sulla base di un mandato d’arresto europeo (MAE) emesso dall’Italia. Le indagini sull’identità del sospettato arrestato sono ancora in corso.