Nichtvermittelbar, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

I prodotti “taroccati” hanno visto un boom durante la pandemia, conferma un nuovo rapporto pubblicato dall’Europol. Le reti criminali si sono rapidamente adattate alle nuove opportunità e alla domanda di prodotti generata dalla pandemia, dice il rapporto, e soprattutto per cosmetici, prodotti alimentari, prodotti farmaceutici, pesticidi e giocattoli contraffatti, che rappresentano una seria minaccia per la salute dei consumatori.

Il mercato clandestino della contraffazione si avvale delle piattaforme digitali per reperire e vendere i prodotti, dice il report, realizzati fuori dall’Unione Europea.

L’ultimo Intellectual Property Crime Threat Assessment, prodotto congiuntamente tra Europol e l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO), mette in luce quanto la distribuzione di merci contraffatte sia stata fiorente durante la pandemia.  

Secondo gli ultimi dati dell’OCSE e dell’EUIPO, le importazioni di merci contraffatte e piratate hanno raggiunto i 119 miliardi di EUR nel 2019, pari al 5,8% di tutte le merci che entrano nell’UE.

Oltre ai vestiti e ai prodotti di lusso sequestrati, destano particolare preoccupazione medicinali, alimenti  bevande, cosmetici e giocattoli contraffatti, pericolosi per la salute.

Dalle maschere per il viso ai medicinali, il mercato di prodotti -realizzati anche in laboratori clandestini nell’UE- sembra particolarmente fiorente, stando al rapporto e lo stesso vale per la produzione illecita di prodotti alimentari. Anche le violazioni delle indicazioni geografiche protette continuano ad essere ampiamente segnalate.

La valutazione delle minacce evidenzia che la distribuzione di prodotti contraffatti si basa principalmente su piattaforme digitali e social media, con il tentativo di approcciare direttamente i clienti tramite DM o live streaming, offrendo sconti e

Anche i cellulari, i loro accessori e componenti sono in testa alle categorie di merce contraffatta sequestrata, e vengono venduti in gran numero durante eventi di vendita come il Black Friday e il Cyber ​​Monday, si legge ancora nel rapporto.

Nel caso di profumi e cosmetici, la produzione illecita riguarda beni di uso quotidiano, come shampoo, dentifricio o detersivi e il commercio illecito di pesticidi, un’attività a basso rischio e ad alto profitto, sostenuta da un’elevata domanda e basse sanzioni per i trasgressori.

Secondo la ricerca, la pandemia di COVID-19 ha portato anche a un aumento dell’offerta di contenuti digitali illeciti, spesso collegati ad altre attività di crimini informatici: la pirateria è ora principalmente un crimine digitale e i siti Web che distribuiscono illegalmente contenuti audiovisivi sono ospitati su server in Europa, Asia e Medio Oriente.

Il rapporto si basa sui risultati di una valutazione delle minacce precedentemente sviluppata, pubblicata nel 2019.