Fons Kockelmans, ex giornalista parlamentare, in un pezzo d’opinione sul portale Joop, analizza le politiche abitative del Rutte IV: torna un ministro ad hoc per la questione abitativa e sembra che l’emergenza immobiliare sia in cima alle prioritá. Ma quanto è credibile il piano? Davvero vedremo un milione di immobili entro il 2030, per calmierare l’emergenza?

Kockelmans ci crede poco: torna il ministro per l’edilizia abitativa, quando nel governo precedente – Rutte III – questo funzionario mancava. Il ministro dell’Interno svolgeva questo compito nel governo precedente ma le cose non sono andate bene.  E d’altronde, dice Kockelmans,  un ministro va nominato per questo? Non esistono garanzie che contribuirà a una soluzione. “Per decenni abbiamo avuto un dipartimento indipendente per l’edilizia abitativa e la pianificazione del territorio. Negli anni Settanta, anche un ministro e non meno di due sottosegretari di Stato erano attivi su questo, senza che questo aiutasse”, dice il giornalista su Joop.

Il problema della carenza di immobili in Olanda è permanente: c’era nel dopoguerra e persiste ancora oggi.

Il nuovo governo vuole abolire l’imposta di proprietà (una sorta di tassa di crisi introdotta dal Rutte II) per consentire ai costruttori di lavorare e costruire. Ma il punto cruciale, l’abolizione della detrazione sugli interessi del mutuo, “in gran parte responsabile dei più che bizzarri aumenti dei prezzi nel mercato immobiliare”, non si tocca, dice il giornalista. “Chi compra casa e deve contrarre un mutuo  (quasi tutti) può detrarre gli interessi dal suo reddito imponibile”.

Per decenni, l’abolizione di questa costruzione è stata fuori dall’agenda e tutt’ora il VVD è categoricamente per il no. Talmente deciso che l’abolizione dell’hypotheekrenteaftrek è la “parola H”: non si deve pronunciare.

E il Rutte IV? Il termine “detrazione degli interessi ipotecari” non compare nell’accordo di coalizione. No limitazione e no restrizione.