C’è etica, oltre al puro rispetto delle leggi di mercato, nell’attività dell’agente immobiliare? Il fine ultimo è “fare soldi” oppure farne ma nel rispetto di alcuni principi?

Queste e tante altre domande sono spuntate fuori nel corso di “agire etico” organizzato dall’associazione degli agenti immobiliari, dice NOS.

La lezione sembra più pertinente che mai. Ad esempio, a marzo l’associazione olandese dei proprietari ha aperto un hotline per segnalare pratiche di offerta sleale e da allora ha ricevuto 1000 denunce: “combine” tra intermediari, aumenti arbitrari dei prezzi e nessuna possibilità di vedere la proprietà sono solo alcune delle denunce ricorrenti.

Con l’arrivo di un registro delle offerte, tra le altre cose, i politici stanno costringendo l’industria immobiliae a rendere più trasparenti ed eque le offerte, dice NOS.

Vereniging Eigen Huis afferma che l’etica gioca un ruolo chiave negli agenti immobiliari. «Si comincia con l’esercizio della professione. La professione di mediatore non è normata ma in realtà neanche  questo non offre garanzie, perché le denunce riguardano anche intermediari che sono affiliati a un’associazione di categoria. Un codice di condotta più concreto può aiutare”, dice l’associazione a NOS.

“Puoi applicarlo anche ai broker”, afferma Graafland. “Se un’associazione di categoria agisce con decisione dopo gli abusi nel proprio settore, questo invia un segnale e potrebbe avere un effetto autopulente prima che si verifichi un’ulteriore regolamentazione”.

Questa formazione non è l’unica soluzione per consentire ai makelaar di operare scelte etiche, afferma la portavoce di FEB Sandra Kers. Ad esempio, a giugno l’associazione di settore ha invitato anche la Camera a istituire un registro digitale delle offerte.