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Memre Waka, Amsterdam in marcia per non dimenticare gli orrori della schiavitù

Il I Giugno le minoranze surinamese e afrocaraibica d'Olanda hanno sfilato in ricordo della violenza subita dagli schiavi nel periodo coloniale



di Paola Pirovano

Photocredit: ©Martina Bertola

 

Il 1 giugno la Memre Waka – la marcia della memoria – lungo i canali di Amsterdam ha ufficialmente inaugurato il mese dedicato alla commemorazione dell’abolizione della schiavitù, che culminerà il 1 luglio con il Keti Koti, letteralmente “le catene spezzate”.

Per questa data simbolica, le comunità afrocaraibica e surinamese hanno scelto un luogo emblematico: la residenza del sindaco della capitale olandese, sul canale Herengracht. Il primo cittadino di Amsterdam risiede infatti in quella che era la casa del mercante Paulus Godin, governatore della Compagnia delle Indie occidentali e direttore della Società del Suriname, il cui nome è citato in un contratto che stabiliva la consegna di almeno 1600 schiavi sull’isola di Curaçao.

Una targa davanti alla casa ricorda le vittime della tratta degli schiavi: un’ammissione pubblica rara a Amsterdam, dove il lato oscuro dei commerci del secolo d’oro è spesso passato sotto silenzio.

Lo scopo della Memre Waka è invece proprio quello di ricordare la violenza subita e le conseguenze di questo traffico ignobile sulla società di oggi. Un impegno che traspare nello spirito combattivo del tema che caratterizzerà le commemorazioni di quest’anno: “Afro Caraibische Amsterdammers voorwaarts mars!“. Una marcia verso l’avanti che si traduce anche in un desiderio di un riconoscimento a livello nazionale dell’eredità della schiavitù e della diaspora.

Ufficialmente abolito nel 1863, lo sfruttamento degli schiavi si è in realtà prolungato per un’altra decina di anni nelle colonie olandesi: come forma di risarcimento per i proprietari, è stato infatti imposto agli schiavi di continuare a lavorare per i loro padroni per un periodo di “transizione” senza ricevere nessuna ricompensa.

Dopo un minuto di silenzio, dei rituali e dei canti tradizionali hanno reso omaggio agli antenati, seguiti dai discorsi ufficiali di rappresentanti delle associazioni surinamesi e caraibiche, del NiNsee – Istituto nazionale dell’eredità della schiavitù olandese – del porta voce del sindaco Van der Laan.

 

 



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