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Quando la pandemia sarà sotto controllo, molti lavoratori dei Paesi Bassi non torneranno in ufficio a tempo pieno. La metà, infatti, vorrebbe continuare con lo smart-working almeno qualche giorno a settimana, rivela un sondaggio condotto su più di un migliaio di impiegati che lavorano regolarmente in smart-working.

Un quarto, secondo l’indagine, troverebbe addirittura un nuovo lavoro piuttosto che tornare a tempo pieno.  Le principali ragioni di chi vuole continuare a lavorare in smart-working sono più tempo e la libertà di gestirselo. Infatti, il 43% teme che tornare in ufficio renderebbe squilibrato il rapporto tra vita e lavoro. In particolare, lo pensa il 55% dei giovani sotto i trent’anni. Inoltre, 1/3 degli intervistati ha ammesso che in ufficio sarebbe probabilmente meno produttivo.

A considerare di cambiare lavoro nel caso fosse costretto a tornare in ufficio a tempo pieno, sono i lavoratori con livello più alto di istruzione.  Inoltre, le giovani donne tra i 18 e i 29 anni sono più propense a continuare lo smart-working oppure a optare per un part-time. Al contrario, gli uomini con più di 40 anni sono desiderosi di tornare presto in ufficio.