The Netherlands, an outsider's view.

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VOEDING

Meglio a tavola che nel cassonetto: 5 iniziative anti-spreco alimentare in Olanda



di Sara Marotta

 

Nonostante il dibattito sullo spreco alimentare sia molto avanzato nei Paesi Bassi, un rapporto del Centro nazionale di Nutrizione non è lusinghiero con il comportamento degli olandesi: sprecano troppo cibo. Con esattezza, sono tra 1,77 e 2,55 milioni le tonnellate di derrate alimentari che ogni anni finiscono nel cassonetto.

Ma qualcosa, soprattutto tra i più giovani si muove: negli ultime anni sono molte le iniziative spuntate in giro per il Paese con lo scopo di concentrare l’attenzione sul cibo e soprattutto sul suo spreco.

Di fatto, gran parte deI generi alimentari scartati dai commercianti sono ancora commestibili ma molto spesso non più considerati ai livelli degli standard di vendita. Brutti ma buoni, insomma. Così, vari progetti anti-spreco,  nati soprattutto nelle maggiori città universitarie olandesi, tra cui Amsterdam, L’Aia, Utrecht, Maastricht e Groeningen, si occupano di recuperare cibo da mercati e negozi, per salvarli dalla pattumiera e dar loro una nuova vita.

 

Guerrilla Kitchen

In una delle vie principali di Amsterdam, in Frederik Hendrikstraat, ogni mercoledì dalle 18 alle 21 è possibile assaporare una cena completamente anti-spreco al Robin Food Kollektief. I deliziosi piatti vegetariani sono cucinati utilizzando prodotti che vengono donati dal mercato e da vari negozi alimentari della città. Questo progetto è nato nel 2014 come forma di protesta politica pacifica e come opposizione alla mentalità capitalista dello spreco. Per potersi sedere, è richiesto un contributo minimo che verrà però poi devoluto completamente per finanziare per progetti sociali; ad esempio “We Are Here,” un’iniziativa rivolta ai migranti privi di documenti, o per lanciare una catena di “Free Supermarkets.” 

Conscious Kitchen

Nella zona del Zeeheldenkwartier a l’Aia esiste un’organizzazione che apre le porte a tutti coloro desiderosii di gustare un pasto interamente sostenibile. Il menù consiste in tre portate totalmente vegane, accompagnati da un dessert. Il giovedi, 70 convitati tra studenti o persone alla ricerca di un luogo di convivialità si ritrovano per passare una serata diversa dal solito. Uno tra gli obiettivi di questa associazione è quello di creare un senso di comunità tra gli invitati, creando un clima multiculturale e di festa. 

 

 

The Barricade

Tutti i sabato dalle 16 alle 23, il centro culturale ACU ad Utrecht ospita una cena interamente anti-spreco. Qui gli invitati possono gustare un pasto vegano circondati da una ricca biblioteca. Tra gli scaffali è possibile trovare libri su temi legati al marxismo, de-colonialismo o veganismo. Spesso vengono anche organizzati incontri per discutere su un determinato libro o su temi filo-anarchici. L’obiettivo di questo gruppo è quello di creare uno spazio di apprendimento collettivo che vada contro l’ideologia capitalista. 

Free Café

Nato come progetto artistico, il Free Café ha ottenuto un grande successo nella città di Groningen.  Attivo dal 2014  è stato avviato grazie all’aiuto di 200 volontari, ed è tutt’ora in espansione. Solo due sono considerati gli ingredienti fondamentali: il numero di persone e il riutilizzo degli scarti della società. Secondo il pensiero di questa associazione, la società spreca abbastanza da poter soddisfare i bisogni di tutti. Così il denaro viene visto come solo un ostacolo e la causa dei problemi del mondo odierno. Per questo nessun contributo economico è richiesto.

Food Sharing 

Per tutti coloro che si trovano a Maastricht, dal 2017, due ragazze tedesche Klara Strecker e Nicola Bauer hanno avviato un progetto volto non ad organizzare cene, ma alla distribuzione di generi alimentari di vario tipo. Grazie alla raccolta di frutta, verdure, panini o cornetti da supermercati e hotel, molti studenti hanno l’opportunità di riempire le proprio dispense gratuitamente. Il Green Office dell’Università è stato scelto come punto di distribuzione: in questo modo l’iniziativa si rivolge a tutti gli studenti indipendentemente dalle loro opinioni politiche.  






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