Arthur Crbz, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Gli specialisti dell’UMC Utrecht hanno impiantato con successo per la prima volta nei Paesi Bassi un cuore artificiale completo in un paziente con insufficienza cardiaca molto grave, dice NOS. L’operazione fa parte di un progetto di ricerca internazionale a lungo termine per trovare un’alternativa affidabile ai cuori dei donatori.

“C’è una grave carenza di cuori di donatori nei Paesi Bassi”, afferma Linda van Laake che stando al portale segue questo primo paziente e dirige il progetto. Il cuore artificiale ha il vantaggio di non richiede le lunghe attese di quelli di donatori e di poter aiutare anche chi non sopravvivrebbe a un normale trapianto a causa del rischio di rigetto.

Il paziente del test, un uomo di 54 anni, sta bene ed è uscito dalla terapia intensiva in due giorni, dice il portale. E non è stata una passeggiata sotto nessun punto di vista: ci sono voluti 4 anni di preparazione. In tutto il mondo, 30 cuori artificiali sono stati impiantati nell’ambito di questa ricerca.

Durante il primo studio in Francia (dal 2013 al 2015), è stato impiantato un cuore artificiale di Carmat in quattro pazienti con insufficienza cardiaca allo stadio terminale e irreversibile e tutti ad alto rischio di decesso improvviso a causa di molteplici condizioni. All’interno dell’attuale studio, iniziato nel 2016, quindici pazienti hanno ricevuto il cuore artificiale di Carmat negli ospedali in Francia, Repubblica Ceca, Danimarca e Kazakistan.