The Netherlands, an outsider's view.

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31MAG CROWDFUNDING

Media, come si finanzia 31mag? Vi raccontiamo il nostro modello, economico e intellettuale

Qual è il nostro modello? E dove puntiamo ad arrivare con i finanziamenti della campagna?



di Massimiliano Sfregola

 

Per alcuni settori produttivi la rivoluzione digitale è stata un vero miracolo: facilità di accesso a nuovi mercati, possibilità per settori di nicchia di ritagliarsi più spazio e poi una lunga fila di servizi e intermediari che di recente hanno popolato l'(ormai) angusto spazio telematico. Molti lavori tradizionali persi, molte opportunità nuove emerse dalla rete.

Per altri però il web ha certamente offerto orizzonti ma sollevato allo stesso tempo enormi interrogativi. L’editoria, in questo senso, è un esempio di scuola: il numero di utenti che un portale di informazione riesce a raccogliere rispetto al numero di lettori della carta stampata è incomparabile; il web ha funzionato da vero e proprio moltiplicatore, rimbalzando notizie (e fake news) ben oltre il recinto tradizionale.

Se l’esposizione di un giornale telematico, grazie ai social e agli smartphone/tablet è enorme non può dirsi altrettanto dei gudadagni: ad oggi, infatti, non esiste un vero e proprio business model vincente per l’editoria. Come mandare avanti, allora, un sito di news e approfondimenti?

In molti si sono posti una domanda come questa soprattutto per garantire sostenibilità ai progetti: se dovesse diventare impossibile coprire le spese, pagare stipendi e avere a disposizione fondi per lo sviluppo, si rischierebbe in qualche anno l’estinzione del settore editoriale. Rimarrebbe posto solo per i grandi gruppi e per progetti amatoriali con ciò che ne consegue: le testate nazionali non offrono la cura del dettaglio, il sito amatoriale non garantisce continuità, nè ha prospettive di sviluppo. Il primo può contare su capitali derivati da una miriade di altre attività mentre il secondo sulla buona volontà di chi lo anima. In questa situazione, però, gli indipendenti ossia quei progetti di nicchia e di qualità con alto valore sociale ma scarso valore commerciale rischiano di soccombere. 

 

Come si finanzia 31mag

Quando nel 2014 è iniziata la nostra avventura ci siamo posti questo problema e abbiamo cercato di dare priorità alla costruzione di un modello rispetto a quella di un vero e proprio progetto imprenditoriale, consapevoli di voler mettere in piedi qualcosa senza avere esempi a cui ispirarci: il giornalismo è un’attività particolare, molto legata alla lingua e alla cultura nazionale e per quanto esistano esperienze di testate fatte da stranieri e rivolte ad expat o minoranze, nessuna di queste è mai riuscita a valicare il confine della comunità di riferimento.

Noi volevamo fare altro: raccontare l’Olanda, da europei, e cercare di strutturare un modello di giornalismo locale e globale allo stesso tempo iniziando con la nostra comunità di riferimento.

Per poter raggiungere un obiettivo cosi ambizioso non potevamo correre il rischio di “fare la fine” di altre startup di news che in Olanda hanno chiuso dopo pochi mesi: il loro modello non era sostenibile e la fase di “scale up” ha finito per rivelarsi fatale. 

Noi avevamo bisogno di tempo per sperimentare, di tempo per fidelizzare i lettori e convincerli delle nostre buone intenzioni e questo senza la pressione di enormi spese da coprire.

Cosi abbiamo costruito una struttura leggera, modulare, privilegiando quei settori dove avevamo amici e conoscenti che credono in ciò che stiamo facendo ed erano disposti a dare una mano: un amico grafico ha disegnato il sito e lo gestisce, consentendoci di risparmiare sul webmaster. Altri ci aiutano con le grafiche, girano per noi i video, correggono alcune bozze, traducono gli articoli a titolo volontario. 31mag è stata pensata come una struttura sobria ed economica: nel nostro business plan, immaginato a pieno regime, l’80% dei costi saranno di tipo “intellettuale” ossia gli stipendi di chi lavora.

La nostra redazione paga un affitto contenuto, molto al di sotto del prezzo di mercato di Amsterdam, e i due collaboratori che percepiscono un compenso e gestiscono alcuni aspetti chiave (amministrazione e un pò di coordinamento editoriale) ricevono solo un rimborso spese. Nessuno è pagato uno “stipendio” e non lo sarà finchè 31mag non avrà consolidato un sistema sostenibile.

Quanto costa 31mag?

Il costo mensile, al netto di spese extra (coperture dei viaggi per le sessioni di riprese per i video, etc) è di circa 1000e. Ognuno di noi ha altri lavori nel settore di riferimento (giornalismo, video making, fotografia, cultura etc.) e le spese di 31mag sono sostenute da chi ci supporta ma anche dalle nostre tasche. 31mag è nata dalle teste e dalle braccia di freelancers, gente abituata a non avere certezze e a costruire palazzi da zero, senza andare ad abitare edifici messi in piedi da altri. In questi due anni, quindi, abbiamo lavorato duramente e senza percepire nulla (anzi, semmai investendo soldi nostri) perchè crediamo molto in ciò che stiamo facendo.

E i risultati ci stanno dando ragione: oggi pubblichiamo ogni giorno e abbiamo più che raddoppiato il traffico giungendo ad una media mensile di 25mila visitatori unici con quasi 5mila followers su Facebook. Non sono piccoli numeri se si considera quanto spontanea sia la struttura e quanto di nicchia sia la nostra offerta editoriale.

 

Pubblicità e abbonamenti

Fino ad oggi abbiamo scelto di non vendere spazi pubblicitari. E lo abbiamo fatto per due ragioni: la prima è che la pubblicità online paga poco, quindi non è sufficiente per il sostentamento, la seconda è che gli inserzionisti più interessati ai portali per stranieri offrono servizi incompatibili con la nostra linea editoriale. Non escludiamo, in futuro, di aprire ad un limitato apporto pubblicitario ma per il momento cerchiamo di mantenere il progetto al riparo da influenze esterne.

Abbonamenti e sottoscrizioni potrebbero essere un altro modo di procedere ma per poter raggiungere quell’obiettivo abbiamo necessità di stabilizzare la nostra frequenza di pubblicazione.

Il crowdfunding e forme di contributo da parte dei lettori rimangono le uniche possibilità concrete per garantire a 31mag quella “benzina” di cui ha bisogno per andare avanti e potersi cosi strutturare in maniera permanente cercando nuove fonti di ispirazione per sviluppare il progetto.