Stando a quanto riportato dai media NOS, RTL Nieuws e Volkskrant, grazie al ricorso al Freedom of Information Act, il tribunale  ha imposto al Ministro della Giustizia di rendere pubblica la documentazione relativa al disastro aereo che colpì il volo della Malaysia Airlane nel luglio 2014. Nuovi dettagli verranno presto resi noti, incluso il comportamento tenuto dal governo olandese dopo aver ricevuto informative che i separatisti russi sarebbero dietro l’ abbattimento dell’aereo.

I documenti rilasciati vengono identificati come report del Coordinatore Nazionale per il Terrorismo e la Sicurezza, stilati subito dopo il disastro, a cui vengono aggiunte informazioni che vanno al di là dello svolgimento dei fatti stessi, vale a dire i colpevoli e gli innumerevoli problemi che ne sarebbero conseguiti.

Il governo olandese capi fin dall’inizio che non vi erano superstiti tra i passeggeri e che il bilancio delle vittime sarebbe stato pesantissimo per i Paesi Bassi; 196 su 298 passeggeri erano appunto olandesi. La precoccupazione degli ufficiali andò subito alle conseguenze rese ancora più gravi dal fatto che non fosse un incidente.

I documenti rivelano inoltre la maniera in cui il governo agì il giorno seguente e tutti i problemi che ne seguirono in quelli successivi, primo fra tutti la difficoltà nel rimpatriare le vittime.

I report rilevano con chiarezza quanto fosse importante per il governo Rutte il coinvolgimento in prima persona dei familiari delle vittime a tutti gli incontri pubblici.
Secondo quanto messo in luce da RTL Niews, la documentazione relativa alle sessioni governative sono ancora altamente confidenziali e l’avvocato di Stato ha segnalato che negli stessi si afferma come l’unità del governo potrebbe essere seriamente a rischio con la pubblicazione dei contenuti. Le tre testate hanno deciso di continuare la battaglia legale contro il governo.