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Benito “‘ndranghetista in Olanda”, esiste davvero? Sotto inchiesta il giornalista degli scoop (e delle decine di plagi)

Peter Mertsen, ha pubblicato a dicembre su Revu una storia sulla ndrangheta in Olanda. Ma in molti sollevano dubbi: e se si fosse inventato tutto?

Un giornalista di razza oppure un bugiardo seriale, scaltro opportunista che ha deciso di utilizzare la stampa per fare soldi e pubblicare storie prive di qualunque fondamento?

Chiunque sia Peter Blasic, o lo pseudonimo Peter Mertsen, e se davvero si tratti di un giornalista, nessuno lo ha ben capito. L’unica cosa certa è che dal 2014, in tanti ci sono cascati. A cominciare dal portale di giornalismo investigativo “Apache” che ha pubblicato una storia sull’Ucraina, venduta dal freelance Blasic, ma interamente copiata da Foreign Policy.

Stessa cosa è accaduta con EuObserver, da cui il fantasioso freelance ha copiato, letteralmente copiato, tre pezzi. Nikolaj Nielsen, giornalista del portale di storie europee ha ottenuto un risarcimento danni e Apache ha eliminato gli articoli dal portale.

Poi, a dicembre 2018, il settimanale Nieuw Revu pubblica una storia di copertina a proposito dello ndranghetista “Benito” che rivela la struttura dell’organizzazione criminale calabrese nei Paesi Bassi. A firmare il pezzo è Peter Mertens, alias di Peter Blasic e tutto il pezzo è basato sulle rivelazioni di questa fonte italiana che racconta retroscena interessanti e inquietanti sulla presenza mafiosa in Olanda. Unico problema: non c’è modo di verificare l’attendibilità di quella fonte.

Non sarebbe una questione problematica: è comune che le fonti delle inchieste più scottanti rimangano anonime ma Groene Amsterdammer, che ha sollevato il caso del giornalista, ha notato una ricorrenza curiosa: Peter Blasic, o Peter Mertsen, ha firmato decine di altre inchieste shock su criminalità albanese, irlandese, Mocro Maffia e tante altre realtà del sottobosco della malavita olandese. Possibile che abbia il lascia passare per tutti questi mondi, spesso, sigillati e inaccessibili?

E non solo Revu e Apache: stando al settimanale di Amsterdam, anche Elsevier, HP / De Tijd, One World, Vice, e Knack in Belgio, hanno pubblicato decine di storie a firma di Blasic. Unico problema: nessuno lo ha mai visto in faccia. Ogni contatto è sempre avvenuto per mail.

Groene Amsterdammer ha cercato di rintracciarlo e ha scoperto che la sua attività principale non è quella di giornalista: Blasic è un impiegato del comune di Roermond, nel Limburg. E soprattutto non ha alcuna voglia di parlare: dopo diversi solleciti, infatti, ha smesso di rispondere alle mail del cronista di Groene che cercava di capire qualcosa in più su di lui.

Stando alla ricostruzione del magazine, la carriera di Blasic è iniziata nel 2014 con una testata belga e di scoop in scoop, tra criminalità e jihadisti, presto ha agguantato la copertina di Revu, settimanale olandese specializzato in crime stories, con diversi scoop. Primo tra tutti, quello di tre “returnees” dalla Siria; tre returnees, ovviamente, anonimi.

Estrema destra, spie russe, jihadisti, mafiosi: impiegato full-time di giorno, nel tempo libero giornalista d’inchiesta col pedigree. Possibile?

Possibile ma le vicende di plagio che lo riguardano sono vere e cominciano a gettare una luce fosca sul personaggio. Ha mentito? Secondo il Groene, sono troppe le fonti anonime, una 50ina, e quelle con nome e cognome non sono quasi mai rintracciabili. Solo in una manciata di casi, il fact-checking del giornale, ha portato a dei risultati.

Anche il secondo nome Peter Mertsen è apparso all’improvviso, sul settimanale belga Knack -coincidenza- dopo l’ennesima vicenda di plagio che ha riguardato HP/De Tijd. Viene scoperto in Olanda, si muove in Belgio, con uno pseuonimo, e ricomincia a pubblicare.

Per ora, sono tre i portali -Apache, Hp/De Tijd e Elsevier- che hanno cancellato pezzi e sospeso collaborazioni con il presunto giornalista, per vicende di plagio. Di lui, per ora, non c’è niente di verificato. Neanche la sua foto: quella  che ha fornito al settimanale Knack, infatti, non è la sua ma quella pescata sulla rete di un modello. Come farebbe 

Un caso Claas Relotius (di Der Spiegel) anche nel Benelux?


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