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Mazzette dal Qatar al Parlamento europeo? Maxi operazione della polizia. Arresti e perquisizioni a Brux

Il Parlamento europeo è scosso da un presunto scandalo di corruzione che se confermato, sarebbe un vero e proprio terremoto: stando ad un’inchiesta delle testate francofona Le Soir e fiamminga Knack, il governo del Qatar avrebbe pagato ingenti somme per influenzare le decisioni politiche ed economiche del Parlamento europeo.

Quanto ai presunti corrotti, si tratta di personalità con “una posizione politica e/o strategica significativa” all’interno del Parlamento. Tra questi vi sarebbero contestati atti di corruzione e riciclaggio dice un comunicato dell’ufficio della pubblica accusa, dice RTBF.

Dopo cinque mesi di indagini e un venerdì di perquisizioni multiple nella regione di Bruxelles e dintorni (almeno 17), cinque persone sono state arrestate nell’ambito dell’indagine condotta dalla procura federale e istruita dal giudice Michel Claise.

L’ufficio del procuratore federale belga, competente in materia di terrorismo e criminalità organizzata, ha annunciato questi arresti senza fornire ulteriori dettagli. Nel corso delle perquisizioni la polizia ha anche sequestrato circa 600.000 euro in contanti, materiale informatico e telefoni cellulari.

L’indagine si concentra più specificamente sul Qatar. Secondo la Procura federale, questo Paese del Golfo è sospettato di influenzare le decisioni politiche ed economiche del Parlamento europeo, versando ingenti somme di denaro e offrendo regali a personalità istituzionali dell’UE. Quanto ai presunti corrotti, si tratta di personaggi con “una posizione politica e/o strategica significativa” all’interno del Parlamento.

Secondo Le Soir e Knack, che hanno condotto congiuntamente le indagini, l’ex eurodeputato sospettato di questa vasta vicenda è l’italiano Pier-Antonio Panzeri, del gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D).Il 67 Panzeri è ora a capo di un’associazione che si batte contro le violazioni dei diritti umani, Fight Impunity. Nella sua abitazione privata sarebbero stati trovati i 600.000 euro.

È stata interrogata anche un’attuale vicepresidente del Parlamento europeo, la greca Eva Kaili, anche lei del gruppo dei Socialisti e Democratici per la sua appartenenza al PASOK, così come il suo compagno, lui stesso assistente parlamentare e collaboratore del gruppo S&D. Eva Kaili, intanto, è stata espulsa dal partito che l’ha portata a Bruxelles, il Movimento socialista panellenico (PASOK), dopo questi sospetti di corruzione.

Le altre persone nel mirino dell’inchiesta sono il segretario generale della Confederazione internazionale dei sindacati, l’italiano Luca Visentini e un dirigente di una ong.

Tra le tante incombenze investigative, venerdì sera è stata effettuata una perquisizione presso l’ufficio dell’assistente dell’eurodeputata belga Marie Arena, presso la sede di Bruxelles del Parlamento europeo. Questo assistente parlamentare è stato assunto da Marie Arena per esaminare questioni relative all’Africa e alla Repubblica democratica del Congo un anno fa.

In precedenza aveva collaborato con Fight Impunity, la ONG guidata da Panzeri, dice RTBF.

 

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