qwesy qwesy, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

La guerra legale sulle energy drink tra la nota bevanda con il toro e il marchio di coffeeshop del bulldog durata anni, forse si conclude con la vittoria del coffeeshop: i giudici di Amsterdam si sono pronunciati a favore della catena olandese dove il proprietario sarebbe riuscito ad ottenere un sequestro cautelativo di 49 milioni di euro alla ditta del toro per “mancati guadagni”, dice la rivista Quote.

Le due società si sono incontrate per la prima volta nel 2003, quando gli avvocati della Red Bull hanno detto a The Bulldog di smettere di vendere una energy drink che aveva lanciato con il proprio nome. Il motivo? Per Red Bull il nome del Bulldog era troppo simile al suo e i clienti avrebbero potuto essere tratti in inganno.

Dopo una serie di casi giudiziari in cui prima The Bulldog e poi Red Bull hanno vinto un round ciascuno, il caso è finito alla corte suprema dei Paesi Bassi. Il 14 marzo 2017 il tribunale ha deciso che, nonostante entrambi i marchi contenessero la parola “toro”, i diversi design   sarebbero stati sufficienti per consentire ai consumatori di distinguere.

Il proprietario di Bulldog Henk de Vries ha quindi proceduto a far emettere un ordine cautelativo di sequestro di 49 milioni di euro a Red Bull come risarcimento per i mancati guadagni dovuto al “ban” illegale. Per il tribunale, sarebbe stato lecito da parte della catena di coffeeshop di chiedere un risarcimento tanto elevato.

Il risarcimento richiesto da De Vries “è alto ma giustificato”, ha affermato il giudice.