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ART

Mascolinità tossica e pornodipendenza: Jason’s Crazy Night di Ann Hirsch

La pornografia spesso racconta di stereotipi razziali e ruoli di genere, di violenza contro le donne e le persone di colore.



Jason Biddies, sedicente “bro”, è uno come tanti: in crisi con la ragazza, vive la propria sessualità attraverso una masturbazione bulimica tra un match su Tinder e la bacheca Instagram che sfugge compulsivamente.

In Jason’s Crazy Night, la performance che Ann Hirsch porta in scena allo Stedelijk Museum, tre porno-fantasmi gli appaiono in sonno: sono tre stelle del mondo “hard” che lo conducono tra filmini super8 e una bambola interattiva a squarci di passato, presente e futuro. Un viaggio per comprendere la sua relazione con la femminilità, la pornografia e una mascolinità tossica e intossicata.

Dichiarato il debito nei confronti di A Christmas Carol di Charles Dickens. Se nel Cantico di Natale il vecchio banchiere si redime dispensando tacchini e sterline per le vie di Londra, il lieto fine non sorprende neanche le sorti di Jason: una telefonata alla madre, una mail ai colleghi di lavoro e un whatsapp alla sua ex salvano il giovane, interpretato dalla stessa Hirsch, da un mondo di domani fatto di solitudine e foto di figli altrui sulle bacheche virtuali.

Il lavoro di Hirsch si concentra spesso su argomenti scomodi ma fondamentali come la pornografia, la vergogna, lo sviluppo sessuale e i ruoli di genere.

Anche se la pornografia online è consumata da un numero incredibilmente alto di persone in tutto il mondo, i suoi effetti sullo sviluppo sessuale sono raramente discussi apertamente. La pornografia spesso racconta di stereotipi razziali e ruoli di genere, di violenza contro le donne e le persone di colore. Questioni che non hanno nessun domicilio nel dibattito pubblico, ma che la Hirsch mette in scena con dissacrante umorismo.

Dopo il debutto di ieri, due repliche sono previste per sabato.

Ann Hirsch è una video-artist e performer che lavora sull’influenza della tecnologia sulla cultura popolare e sul gender. Utilizza spesso internet come soggetto e/o mezzo: Cuts.video (2018) parla di temi e stereotipi presenti nella pornografia; hornylilfeminist.com (2014-15) è una compilation di video online; Scandalishious (2008-2009) è la sua performance online sul canale YouTube “cewebrity” appositamente creato e che ha raccolto oltre due milioni di visualizzazioni. Nel 2013, Rhizome le ha commissionato Playground, un lavoro sull’invecchiamento vissuto attraverso una relazione online. La performance ha debuttato al New Museum di New York ed è stata presentata in anteprima alla South London Gallery. Hirsch ha allestito mostre personali al MIT’s List Visual Arts Center, all’Arcadia Missa di Londra e al New Museum’s online project space First Look.

Jason’s Crazy Night è la performance commissionata nel 2019 dallo Stedelijk Museum Amsterdam. Ogni anno, il museo sviluppa un nuovo lavoro performativo con un artista o un collettivo. L’anno scorso, lo Stedelijk ha assegnato al collettivo newyorkese CFGNY la performance Fake Fashion 3. Nel 2017, il museo ha invitato Alicia Frankovich a creare invece Atlas of the Living World.

 






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