In questo periodo, le opinioni sulle mascherine e sui loro vari modelli si sono sprecate. Tra obblighi, consigli e contraddizioni, la discussione sull’opportunità di coprire naso e bocca e di come farlo per ridurre la diffusione del virus è ancora aperta.

Gli Stati Uniti hanno annunciato che a breve verranno pubblicate nuove linee guida per l’utilizzo delle maschere per il viso. Fonti riferiscono ai media che ai cittadini di tutto il paese verrà consigliato di indossarle in pubblico. Si tratta di mascherine temporanee, simili a bandane. Quelle professionali sono ancora destinate esclusivamente agli operatori sanitari.

Durante la conferenza stampa della Casa Bianca, il presidente Trump ha affermato che le persone possono indossare le mascherine “se lo desiderano”. I sindaci di New York e Los Angeles avevano precedentemente invitato i loro residenti a coprire in pubblico naso e bocca.

L’OMS ha affermato dall’inizio dell’epidemia in Cina che non ci sono prove che le mascherine aiutino. L’RIVM in Olanda consiglia di non indossarle perché potrebbero erroneamente dare alle persone una sensazione di “falsa sicurezza”. Il ministro della sanità De Jonge ha affermato: “Usiamo le maschere che abbiamo per tutte quelle situazioni sanitarie in cui le persone ne hanno bisogno per la propria sicurezza e per i pazienti di cui si prendono cura.”

Paese che vai, regolamento che trovi. NOS.nl ha chiesto a diversi corrispondenti di riassumere quale sia la politica delle mascherine nei paesi dove si trovano.

Si scopre quindi che in Austria è obbligatoria per entrare nei supermercati e chi non ce l’ha può prenderne una gratuitamente all’ingresso. Questa decisione è stata presa per proteggere dipendenti e clienti dei negozi soprattutto da coloro che non sanno di avere il virus perché asintomatici.

Vi sono problemi, però, con i rivenditori più piccoli, che vogliono collaborare, ma che hanno meno soldi per poter fornire protezioni ai clienti. In più si teme che a breve le mascherine nel paese scarseggeranno.  

In Germania, invece, non c’è alcun obbligo nazionale di indossare le mascherine. Le autorità tedesche seguono le linee guida del Robert Koch Intitute (il RIVM tedesco), il quale solo recentemente ha affermato che la contaminazione può essere rallentata dall’utilizzo di mascherine.

In Asia Orientale il problema è meno pressante. Già da tempo le mascherine fanno parte della scena di strada. Si è visto come, laddove la gente è abituata a portare mascherine per proteggersi dallo smog, come ad Hong Kong e Taiwan, la diffusione del virus è stata limitata rispetto ad altre regioni.

In Cina ora le maschere restano obbligatorie ancora per chi vuole entrare in parchi, ristoranti o uffici, ma le direttive sono via via meno rigide. La popolazione stessa, piuttosto, preferisce utilizzarle sempre.

In Sudafrica, paese con il maggior numero di infezione in Africa, l’uso delle mascherine non è comune. Soprattutto arrivano messaggi contraddittori dagli esponenti politici. La provincia di Western Cape qualche giorno fa ha sconsigliato l’uso delle mascherine perché entrerebbero troppo in contatto con le mani delle persone, eppure il Ministro della Salute le ha consigliate per rallentare la pandemia.

Sono tutti d’accordo, però, di imporre maschere nei taxibus, il principale trasporto pubblico in Sudafrica. Attualmente, come parte delle misure prese, i taxi possono riempire solo il 70% dei posti, a condizione che tutti indossino una mascherina di qualità medica, che non si trova da nessuna parte e di cui, anzi, vi è carenza anche negli ospedali.