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Marocco, minacce ai volontari in shorts. Casablanca scende in piazza contro l’oscurantismo

Cittadini di Casablanca hanno riempito le strade della città durante il fine settimana: indossavano pantaloncini corti e cantavano con i volontari belgi di Bouworde, un’associazione che organizza esperienze di volontariato per giovani belgi tra i 15 e i 30 anni. L’intento della cittadinanza è quello di mostrare solidarietà verso i ragazzi e le ragazze ospiti di Taroudant, località a 500 km dalla città marocchina sull’Atlantico. i giovani hanno infatti ricevuto minacce violente per aver lavorato in pantaloncini.

Inoltre, la polizia ha arrestato un uomo per reato d’odio: raccomandava la decapitazione per i belgi in pantaloncini, nonostante non sia mai entrato in contatto con loro se online, tramite un video pubblicato proprio dal gruppo di volontari. 

Questo gesto ha spinto i residenti ad agire, denunciando l’oscurantismo e promuovendo invece la libertà d’espressione, anche nell’abbigliamento.

Alla marcia di domenica hanno preso parte uomini, donne e bambini; lungo la spiaggia della città, tutti hanno partecipato, anche sui social media, sotto l’hashtag della campagna #YesWeShort.

Secondo un portavoce dell’ONG belga organizzatrice di questi viaggi, i volontari comunque non sono mai stati in pericolo; come dimostra il gran numero dei partecipanti alla marcia, la maggior parte delle comunità locali ha apprezzato il loro lavoro.

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