Durante una conferenza di oggi pomeriggio, lunedi 13 giugno, a Den Haag sul semestre olandese di presidenza UE, il premier Mark Rutte si è espresso con netta contrarietà all’istituto referendario: “totalmente contrario” ha detto alla platea di parlamentari nazionali ed europei intervenuti all’incontro, parlando dei risultati di quello sull’Ucraina che ha definito ” disastroso”.

La consultazione, che ha avuto luogo il 6 aprile, ha visto un netto 60% dei votanti esprimersi contro gli accordi di partnership commerciale tra UE e Ucraina, nonostante abbia preso parte al refereendum appena il 32% degli elettori. Il quorum richiesto era del 30%. “Contrario al referendum e contrario soprattutto a quelli su accordi multi-laterali” ha incalzato il premier. “Non ha alcun senso, come ha dimostrato il risultato in Olanda: uno stato non può decidere da solo su questioni di portata europea”. Colpa dell’introduzione dell’istituto referendario nell’ordinamento olandese, secondo il premier, sarebbe l'”adorato” partner di coalizione Pvda, il partito laburista, che a detta del premier non avrebbe difeso a sufficienza le ragioni del SI.

Nonostante la vittoria del NO, il voto del 6 aprile non è vincolante per il governo; a causa delle pressioni del parlamento, il governo si era comunque impegnato a dare seguito alla volontà popolare espressa nelle urne. Ad oggi, tuttavia, nessuna decisione in tal senso è stata ancora adottata.