Mark Rutte, (falso) passaporto siriano e allarmismo alla Wilders

40 ore, 750 euro, una fototessera e un nome falso. Oggi, basta veramente poco per ottenere un passaporto siriano, tanto che si può addirittura scegliere la foto del proprio primo ministro.

È la storia del giornalista olandese Harald Doornbos che, da inviato nel paese mediorientale, si è procurato il documento falso fornendo, però, una foto di Mark Rutte e associandola al nome (falso anche quello) di Malek Ramadan.

Sembra incredibile, ma una foto su Twitter confermerebbe quanto riportato dai maggiori quotidiani. In linea teorica, quindi, con un documento del genere e se i controlli non avessero funzionato, il giornalista avrebbe potuto ottenere lo status di rifugiato nei Paesi Bassi o in altre nazioni europee.

Immediato l’allarme del leader populista e islamofobo Geert Wilders, che in una seduta della Kamer ha detto: “E se anziché un rifugiato, un passaporto del genere lo avesse ottenuto un terrorista?”. Il politico ha poi proseguito criticando la gestione europea dei flussi migratori e chiedendo la chiusura di tutte le frontiere del Paese, sull’esempio del collega ungherese Orban.

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