Il “Nexit”, un referendum per far decidere ai cittadini se l’Olanda debba rimanere o lasciare l’UE sarebbe un gesto “irresponsabile” e ancora “Non si gioca con i posti di lavoro della gente”, ha detto il premier Mark Rutte che chiude le porte all’ipotesi agitata con vigore da Geert Wilders all’indomani del successo dei Leave nella consultazione britannica.

Secondo il premier, che ha parlato a margine del summit d’urgenza convocato dai vertici UE per discutere le conseguenze del Brexit, il problema del malcontento generale è proprio l’UE che “si perde in grandi discussioni senza fine dimenticando i singoli”. Per Mark Rutte, però, non è più integrazione la chiave ma più mercato. Secondo il primo ministro si devono creare posti di lavoro e ci si deve concentrare sulla crescita economica, rallentando il processo di devoluzione di poteri a Brussels.

“Nessuna ulteriore integrazione tra gli stati, nessun trattato e nessuna nuova convenzione” prosegue alla stampa il premier, che cerca di strizzare l’occhio all’elettorato euroscettico, cercando di tenere i piedi in due staffe: identità nazionale e vantaggi del mercato unico.

Come gli altri partner europei, Rutte auspica che il Regno Unito “stacchi la spina” al più presto, avviando le procedure previste dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona.