Tutto pronto al Bertelsmann Stiftung di Berlino per l’arrivo di Mark Rutte. Alle 13,30 -come riporta la stampa olandese– il primo ministro parlerà dell’Unione Europea e della visione olandese per il futuro.

Come dice il portale NOS, si tratta di un trend abbastanza comune tra i politici odierni: fare politica attraverso discorsi pubblici (senza contradditorio) utilizzando palchi non istituzionali come quelli di fondazioni ed altri gruppi di pressione. “Lo fa Macron, lo fa Trump e ora ecco Rutte”, scrive il la tv di Stato sul suo sito.

Nonostante il riserbo sui contenuti, come scrive il Financial Times, NOS fa una previsione: in “stile Rutte”, il discorso sarà probabilmente critico con l’Unione Europea, con più integrazione nell’Unione Europea, pur sottolineando quanto importante sia l’UE per i Paesi Bassi.

Un consigliere politico della cancelliera Angela Merkel ha detto al corrispondente di NOS: la Germania non deciderà nulla insieme alla Francia senza aver sentito l’Olanda, a patto che il Paese mostri un pò più di “leadership”. Il riferimento è all’atteggiamento del premier Rutte, noto per la bravura nell'”accontentare tutti” senza tuttavia prendere mai decisioni troppo compromettenti.

Francia e Germania stanno programmando la nuova UE post-Brexit e i temi di discussione nei prossimi mesi saranno quelli dell’area euro, del clima, delle migrazioni e della sicurezza.

Rutte parlerà in inglese all’UE, non strettamente al palco della fondazione-lobby che lo accoglierà nel cuore di Berlino, (fondazione diretta dall’olandese Aart-Jan de Geus).

L’Olanda è un Paese piccolo ma estremamente influente: Rutte è al suo posto da sei anni, attualmente uno dei premier più longevi, e si è guadagnato ampio seguito tra i movimenti liberali d’Europa.

Unico inconveniente del “discorso all’Unione” è la coincidenza con un simile discorso che la premier May terrà a Bruxelles sulla situazione della Brexit: al momento, priorità del continente è capire cosa succederà dopo marzo 2019