“Vivo in Italia dal 2002. Sono arrivata in realtà due anni prima, quando sono venuta a lavorare qui come cameriera per tre stagioni di seguito. Quando ho conosciuto quello che poi è diventato mio marito, sono rimasta.

Sai, non sapevo tanto dell’Italia: che si mangiava pasta e pizza e che fa sempre bel tempo… Che poi non è vero! Quando ho deciso di fermarmi qui, la mia famiglia era un po’ sotto shock… Ma solo all’inizio. Poi mi hanno detto che se io ero felice, lo sarebbero stati anche loro.”

“In Italia sei anche diventata mamma: trovi che ci siano differenze tra il crescere i figli qui o in Olanda?”

“Che domanda difficile… L’unica mia esperienza come madre l’ho avuta qui… Ciò che faccio alla olandese, credo siano gli orari per mettere il bambino a letto. Adesso ha 5 anni e alle 8.30 di sera è ora della nanna… Che qui è presto ma per gli olandesi è già tardi.

Forse sono meno protettiva di una mamma italiana: può fare il bagno dopo mangiato, uscire con i capelli bagnati, non è un problema se suda… Ovviamente gli insegno anche a parlare olandese e per ora se la cava bene. Gli leggo molti libri in olandese e abbiamo anche dei canali televisivi in lingua”.

“Torneresti un giorno a vivere nella tua città, con la tua famiglia?”

“Sì e no. Io sto bene qui, mi sono sempre sentita trattata come un’italiana, a parte le mille domande che ricevevo! A volte vedo come vanno le cose in Italia e penso che sarebbe meglio rientrare in Olanda: mio figlio andrà presto a scuola, lì abbiamo più scelta. Sono un po’ preoccupata di mandarlo a scuola qui, la quantità di compiti, giornate lunghissime di studio: non avrà più tempo per essere bambino.

Però abitiamo anche in una zona stupenda, tra le montagne… Crescere qui per lui è un sogno!

La nostalgia di casa più forte l’ho vissuta quando sono diventata mamma, così lontana dalla mia famiglia. Ho fatto fatica ma poi è passata.”

“Meglio Italia o Olanda quindi?”

In Olanda si sta bene, anche se molti olandesi si lamentano ma credo che pochi abbiano una vera ragione per farlo. Ora vedo anche io le cose in modo diverso, dopo essermi trasferita: la vita sociale non è paragonabile, credo ci sia più qualità nello sfruttare il tempo libero.

È vero però che vengo da una città di 30 mila abitanti ed ora sono in un paese di quanti… Forse 3 mila?”

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