Migliaia di cittadini stanno aderendo alla “March to Gaza”, una mobilitazione globale per chiedere la fine dell’assedio alla Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano. L’iniziativa, si legge sul sito, è nata spontaneamente e organizzata tramite un gruppo Telegram, punta a raggiungere a piedi il valico di Rafah per forzare l’apertura della frontiera e permettere l’ingresso degli aiuti umanitari. In una lettera aperta indirizzata alle ambasciate di Egitto e Israele, i promotori denunciano l’inazione dei governi e annunciano che, se necessario, proseguiranno la marcia fino alla Cisgiordania.
L’appello, rilanciato sui social e inviato ai media internazionali, chiama all’azione cittadini di ogni provenienza, cultura e religione in supporto al popolo palestinese.
Questo il testo completo della lettera, firmata dai cittadini del collettivo “Marcia verso Gaza” e indirizzata alle ambasciate del Cairo e di Tel Aviv:
«Noi, cittadini francesi e cittadini del mondo, donne e uomini liberi, provenienti da molteplici paesi, religioni, lingue e culture, vi scriviamo per annunciarvi che il popolo si solleva. Di fronte all’inazione dei governi, di fronte alla sofferenza insostenibile del popolo palestinese, di fronte al blocco disumano imposto a Gaza, migliaia di persone, ovunque nel mondo, si organizzano per una marcia senza precedenti.
Una Marcia verso Gaza. Marciamo per la vita. Marciamo per la dignità. Marceremo fino al terminal di Rafah, con un solo obiettivo: aprire la frontiera, far entrare gli aiuti umanitari ed esigere la fine dell’assedio. Questo movimento, inizialmente simbolico, diventa concreto. Delegazioni cittadine sono in corso di organizzazione in diversi paesi. Interi gruppi si preparano a raggiungere la frontiera egiziana di Rafah nelle prossime settimane. Se non reagite, noi arriveremo. E se dovremo andare oltre, andremo fino in Cisgiordania, fino alle terre dove la colonizzazione illegale si estende ogni giorno. Non porteremo armi: porteremo le nostre voci. Ma siate certi che non ci fermeremo.
Stando a quanto scritto sui canali social, le trattative sarebbero in corso. Al momento i gruppi organizzati sono attivi in oltre 20 paesi (Italia, Olanda e Belgio inclusi) e la data possibile potrebbe essere durante la prima settimana di Giugno.







