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Manzoni in Olanda: Scartare i resti del superfluo

Inaugura oggi allo Stedelijk Museum Schiedam la retrospettiva dedicata a Piero Manzoni e la sua influenza sugli artisti olandesi



Perché limitarsi a dipingere con la vernice se puoi usare anche altro? Negli anni sessanta Piero Manzoni (1933-1963) ha creato arte col suo respiro e con i propri escrementi, ha firmato i corpi e ha messo le persone su di un piedistallo.

Per la prima volta in cinquant’anni nei Paesi Bassi, lo Stedelijk Museum Schiedam presenta una panoramica completa della sua opera intitolata “Manzoni in Olanda”.

Con il suo approccio rivoluzionario, Manzoni divenne noto negli anni ’60 come uno dei grandi innovatori dell’arte del XX secolo. La mostra non intende soltanto ripercorrere la vita artistica del genio prematuramente scomparso all’età di 30 anni, ma affronta anche la questione della collaborazione e delle influenze di Manzoni con gli artisti nei Paesi Bassi e all’estero.

Alla fine degli anni ’50, Manzoni ispirò un gran numero di artisti olandesi, tra cui Henk Peeters e Jan Schoonhoven. Come ha osservato quest’ultimo, Manzoni, ispirato dai buchi e dai tagli rivoluzionari di Lucio Fontana, ha mostrato la necessità di “scartare gli ultimi resti del superfluo”, riportandoli al bianco, al vuoto, alle idee.

Achrome o dell’assenza di colore

Quando Manzoni vide le opere tutte blu di Yves Klein in una galleria a Milano, decise di lavorare sull’assenza di colore. Ben presto arrivò a concepire una tela completamente bianca. La cosa impressionò non poco gli artisti olandesi, nonostante lo scetticismo iniziale. Quando i dipinti furono esposti al Rotterdam Art Circle nel 1958, quasi nessuno reagì positivamente e alcuni rassegnarono le dimissioni dal circolo artistico. Soltanto un anno dopo, De Posthoorn Gallery a L’Aia sfidò il mondo dell’arte allestendo una retrospettiva personale basata sulle acromie.

Merda d’artista a peso d’oro

Quando si unì alla grande mostra nel 1962 allo Stedelijk Museum di Amsterdam, Manzoni presentò sei lattine di Merda d’Artista (1961), la sua opera più famosa, divenuta poi un’icona della storia dell’arte. L’uso dei propri escrementi come materiale per fare arte suscitarono disgusto e ammirazione. I barattoli di merda pesavano ciascuno 30 grammi, furono realizzati in una serie di novanta pezzi e costavano ciascuno fino a 30 grammi d’oro.

Base magica e corpi firmati

Sempre al 1961 risale il progetto Base magica, un piedistallo sul quale Manzoni invitava il pubblico a prendere posto. 
Opere d’arte viventi, create in collaborazione con il pubblico. 
Una cosa simile è accaduta quando Manzoni ha autografato i corpi delle persone, fornendo un certificato di autenticità e un adesivo. Un adesivo rosso certificava l’intero corpo come opera d’arte autentica, quello giallo soltanto una parte di esso.

Pavimenti di burro e respiri

Dopo la morte di Manzoni molti artisti seguirono le sue orme. Una nuova generazione adottò l’aria e il respiro, le scie degli areoplani e il burro di arachidi, per porre sempre la stessa domanda: cos’è e cosa può essere arte? Perciò Manzoni in Olanda espone anche il pavimento in burro di arachidi (occhio alle allergie!) di Wim T. Schippers del 1962, così come il video “mozzafiato” Breathing in -Breathing out (1977/8) di Marina Abramovic / Ulay.

Manzoni e Dutch Zero

Un aspetto poco conosciuto che la mostra esplora è la collaborazione tra Manzoni e il gruppo di artisti Zero di Rotterdam. In particolare le lettere tra Manzoni e Hans Sonnenberg, che ha lavorato nel porto come broker di navi e in seguito come gallerista, collezionista e manager del gruppo Dutch Zero. 

Oltre alle opere di Manzoni, allo Stedelijk Museum Schiedam, specializzato nell’arte degli anni cinquanta e sessante, il pubblico potrà ammirare i lavori di: Marina Abramovic/Ulay, Armando, Marinus Boezem, Kees van Bohemen, Agostino Bonalumi, stanley brouwn, Enrico Castellani, Karl Fred Dahmen, Ger van Elk, Lucio Fontana, Jan Henderikse, Oskar Holweck, Yves Klein, Heinz Mack, Piero Manzoni, Wim Motz, Henk Peeters, Otto Piene, Ian J. Pieters, Gust Romijn, Joop Sanders, Emil Schumacher, Wim T. Schippers, Jan Schoonhoven, herman de vries, Jaap Wagemaker.



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