di Eleonora de Martin

Photo: Letizia Maulà

 

 
La grande manifestazione per il diritto all’abitare di  domenica a Rotterdam, rispetto alle altre ad Amsterdam e Groningen, si è conclusa con scontri ed arresti: 8 sono finiti in manette e 50 sono stati fermati e rilasciati.

Ma gli agenti hanno usato la mano pesante, come hanno raccontato in molti e Letizia Maulà, italiana residente a Rotterdam, denuncia l’escalation: “Verso le 14 ci siamo recati al punto di ritrovo, Afrikaander Park, e siamo rimasti lì per un paio d’ore ad ascoltare i discorsi. La presenza della polizia era massiccia ma tutto era sotto controllo”, racconta.

Tanti erano i manifestanti presenti che l’Erasmus Bridge era completamente pieno. Gli agenti in tenuta antisommossa, a quel punto, sono spuntati all’improvviso: “All’inizio pensavamo fosse una tecnica per isolare la folla perchè non c’era stato nessun episodio di violenza, persino gli anarchici e gli spezzoni più radicali del corteo erano tranquilli”. Secondo Letizia, senza una reale motivazione, gli agenti hanno iniziato a caricare e manganellare, nonostante sul ponte non ci fossero vie di fuga.

Molte persone sono rimaste bloccate sul ponte e altre sono state ferite. Letizia è riuscita ad allontanarsi: “Mentre andavo verso la fine del ponte con altri due, è venuto verso di noi un ragazzo con la testa sanguinante e nonostante ci fossero un sacco di pattuglie non c’era neanche un ambulanza nei paraggi. L’abbiamo portato noi al pronto soccorso“, prosegue. Erano ancora in molti ad essere feriti e sanguinanti e solo dopo parecchio tempo è arrivata l’ambulanza. “È stato molto scioccante per me assistere alla violenza quando attorno c’erano anche donne incinte frastornate, bambini e anziani.”