di Massimiliano Sfregola

Edit: venerdì 02/04/2021

Dmitry Aleshkovskiy, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Il vice presidente del Comites, il Comitato degli italiani in Olanda, Luigi Barone ha una sua idea della stampa: secondo lui, alcuni giornalisti dovrebbero “sostituire Navalny””, il dissidente russo attualmente ai lavori forzati presso il Vladimir Oblast.

Barone ha espresso questa sua singolare idea in un commento pubblicato sul gruppo pubblico su Facebook “Politica in Olanda” proprio nei giorni in cui, nei Paesi Bassi, è di primo piano il dibattito sulle aggressioni ai giornalisti.

Ma cosa sono i Comites? Si tratterebbe di istituzioni elette all’estero in aree con una presenza di italiani residenti. Luigi Barone, si legge dal sito del Comites, ha anche trascorsi da redattore “ha inoltre curato negli anni ottanta la redazione del giornale per italiani emigrati La Strada, a copertura territoriale”. Il commento, si legge nel post, sarebbe riferito al fotogiornalista di ANP Bart Maat, colpevole di aver immortalato un documento di pubblico interesse -alcuni appunti sulla formazione del governo- che hanno costretto l’informatrice Kasja Ollongren e la collega Jorritsma alle dimissioni.

Indipendentemente dalle opinioni personali, la foto di Maat ha portato alla luce un processo di formazione poco trasparente e sollevato seri dubbi sull’integrità delle informatrici e dei leader politici di riferimento.

Nello stesso thread, una utente, Miriam Frosi, consigliera comunale a Eindhoven, fa notare al vice presidente del Comites l’inopportunità dei suoi commenti, anche alla luce del dibattito nazionale olandese sulla violenza contro i giornalisti. Ma Barone non fa passi indietro:  abbiamo opinioni diverse, dice alla consigliera italiana di Eindhoven. Rimane da chiedersi se in un periodo difficile, con la stampa oggetto di aggressioni nel mondo reale e in quello virtuale, sia opportuno che il titolare di una carica elettiva si lasci andare a commenti discutibili contro i giornalisti, in spazi pubblici digitali.

L’opinione di Barone è anche quella del Comites? Il presidente del Comitato, Ernesto Pravisano, ha risposto così alla nostra richiesta di commento, scaricando la responsabilità sul Vice presidente, la sciando ogni commento, qualora lo ritenesse, “al Signor Barone che interloquiva come utente privato attraverso il proprio profilo personale”. Il presidente, tuttavia, commentando le aggressioni degli ultimi tempi ai giornalisti, ha detto a nome del Comites: “massima solidarietà ai professionisti dell’informazione che con integrità, professionalità e coraggio, ogni giorno rappresentano un baluardo essenziale delle libertà”. Il presidente, insomma, è solidale con la stampa, mentre il Vice presidente, vorrebbe mandare alcuni giornalisti ai lavori forzati.