Régine Fabri, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

 

La Federazione dei Centro pubblici di Azione Sociale (CPAS) ritiene che gli alloggi siano la priorità assoluta nelle zone colpite dalle inondazioni. In alcuni di essi, il CPAS  è stato letteralmente spazzato via. “Sussidi specifici per le infrastrutture devono essere messe a disposizione dove il CPAS non ha più un edificio”, esorta la Federazione.

In una nota tecnica riassuntiva in cui si elencano le richieste, le idee e i pensieri provenienti dal campo, la Federazione nota la richiesta di tre elementi urgenti: la necesità di alloggi, di operatori sociali e di sostegno psicosociale.

L’alloggio è il problema maggiore, evidenziano le CPAS. Tra le raccomandazioni, la Federazione suggerisce esenzioni economiche per l’accesso agli alloggi di transito, preferendo formule temporanee, a breve termine e anche al soggiorno degli sfollati nelle case di riposo. Inoltre, la Federazione vuole un aumento del numero di operatori sociali per aiutare le persone in pericolo dei comuni più colpiti.

Per quanto riguarda il sostegno psicosociale, il problema potrebbe rimanere rilevante, poiché le CPAS si aspettano che la domanda rimanga anche dopo la fase di crisi. “Un semplice intervento emergenziale forse non è sufficiente. Una forma di supporto costante è da tenere in considerazione”, dice la Federazione. La nota dei CPAS è stata inviata alla Task Force d’Urgence Sociale del Governo Vallone.