I pubblici ministeri belgi hanno chiesto una sentenza di detenzione con sospensione della pena per il poliziotto responsabile della morte una bambina, Mawda, durante l’inseguimento di un furgone su cui viaggiavano oltre 20 migranti irregolari nel 2018.

L’accusa sostiene che l’imputato fosse a conoscenza della presenza di bambini a bordo del veicolo su cui a fatto fuoco. La richiesta di condanna conclude il secondo giorno di un processo di alto profilo sulla morte  di Mawda, una bambina curda irachena di 2 anni, mentre si trovava su un furgone insieme ai genitori e al fratellino.  La sua tragica morte ha attirato l’attenzione dei media internazionali e richieste di giustizia  anche da molte celebrità, dal regista Ken Loach al frontman dei Pink Floyd Roger Waters.

I pubblici ministeri hanno affermato che le azioni dell’ufficiale, identificato come Victor J., sono state avventate e sproporzionate rispetto alla situazione, ma che le prove non hanno supportato la teoria che ci fosse l’intenzione di uccidere.”Nessun elemento può stabilire che Victor J. fosse animato da un’intenzione di uccidere o che fosse consapevole che le sue azioni potevano portare alla morte”, ha detto l’avvocato generale Ingrid Godard alla corte, aggiungendo che le azioni dell’imputato costituivano una “chiara mancanza di prudenza e di lungimiranza”.

Godard ha confermato che i migranti avevano mostrato i bambini presenti sul veicolo dalle finistre del furgone, nel tentativo di fermare l’inseguimento da parte della polizia. Contraddicendo l’affermazione dell’agente che non era a conoscenza della presenza di bambini a bordo, Godard ha anche detto che la pattuglia dell’imputato era stata informata via radio di questo fatto.

Secondo la ricostruzione di Godard, quando il furgone si è fermato un agente di polizia ha praticato un massaggio cardiaco a Mawda prima di consegnarla ai servizi di emergenza, che non sono stati in grado di rianimare il bambino.

I commenti di Godard sono seguiti a una mattinata di testimonianze emotive di entrambi i genitori di Mawda. I due curdi anno detto alla corte che la polizia li ha trattati “in modo disumano” mentre li arrestavano dopo la morte della figlia.
Shamden Shawi, il padre di Mawda, ha detto che non era nessuno dei suoi due figli ad essere esposto attraverso le finestre, aggiungendo che c’era un’altra famiglia con bambini a bordo.

“Sono passati due anni, ma non ho dimenticato nulla. È come se fossi ancora lì”, ha detto, aggiungendo che la sua famiglia era traumatizzata dagli eventi: “Mio figlio piange quando vede un poliziotto per strada. Io e mia moglie non siamo più noi stessi”.”Mia moglie ed io siamo stati gli ultimi ad uscire dal furgone. Quando sono uscito, ho preso Mawda dalle braccia di sua madre. C’era una fontana di sangue“.

“Non ho le parole per descrivere questa situazione. Ci hanno trattato in modo disumano”, ha continuato, aggiungendo: “Quando è arrivata l’ambulanza, non ci hanno permesso di accompagnare nostra figlia”. Non l’hanno più vista, se non durante l’autopsia.

L’intervento dell’avvocato generale ha rivelato una serie di incoerenze e contraddizioni da entrambe le parti. Inizialmente il medico legale aveva dichiarato che la bambina fosse morta di trauma cranico per essere stata mostrata alla finestra e l’ufficiale aveva inizialmente nascosto di aver sparato con la sua pistola.

“L’accusa ha concluso che l’agente non ha agito in modo ragionevole e che “avrebbe dovuto sapere che la situazione sarebbe andata fuori controllo”. Più tardi, martedì, l’accusa ha chiesto una pena massima di 10 anni e 7 mesi di reclusione per il conducente del furgone e per il sospetto contrabbandiere con l’accusa di intralcio al traffico con aggravante.