Pic credit: screenshot VVD FB page

Vince Rutte? Incognita Wilders. Avanza la destra. Addirittura: l’Olanda decide il destino dell’Europa. Stamattina, nei giorni passati (e in quelli che verranno) la stampa italiana si è sbizzarrita, come spesso accade con elezioni meno sotto i riflettori (ma non meno importanti) nel cercare di interpretare gli orientamenti, leggere i dati e la campagna elettorale di

L’articolo di Business Insider sul voto in Olanda

un paese molto conosciuto per gli eccessi (droga e prostituzione legali, evasione fiscale delle multinazionali ed egoismo nazionale) e meno per i processi (il sistema politico e come funziona).

Soprattutto perché in Olanda, noi siamo il solo media italiano e in italiano e non ci sono corrispondenti fissi che coprano attivamente i Paesi Bassi. Così, spesso, si tira un po’ ad indovinare.

Vediamo, allora, di capire cosa è successo in questa campagna elettorale e cosa potrebbe succedere dopo il voto.

Ma Rutte vince, oppure no?

Mark Rutte non vince e non perde. Come nessun partito vince, realmente, o perde, realmente, alle elezioni nei Paesi Bassi. Il sistema politico “Polder” (ossia la terra rubata al mare, attorno alla quale è stata costruita un’idea di società che tende ad assorbire tutte le istanze politiche all’interno di un sistema unico, per garantire la stabilità) è un meccanismo consociativo dove tutti partecipano, in un modo o nell’altro al processo decisionale quindi la demarcazione tra maggioranza e opposizione è poco definita:

quasi tutti i 13 partiti che attualmente hanno seggi nel parlamento olandese sono stati al governo. E ci sono stati in tutte le combinazioni possibili.

La politica olandese, insomma, rispetta assolutamente il principio del pragmatismo e i partiti più ideologici (socialisti e rossoverdi) non fanno eccezione: anche l’SP, il Partito Socialista, considerato l’ultimo bastione della sinistra massimalista in Olanda, ha governato ad Amsterdam, tra il 2014 e il 2018, in una coalizione di centro-destra, insieme ai liberali. E i rossoverdi, governano ora a Den Haag in una coalizione di destra con un partito locale populista- anti immigrazione/anti-ecologista (Groep De Moes).

Di fatto, e questo è un altro paradosso, nel corso del suo mandato da leader VVD, Rutte ha ottenuto sì il più grande risultato per il suo partito -che prima di lui non aveva mai espresso il premier- ma dal 2012 in poi, il VVD alla Tweede Kamer è in caduta libera: in 10 an…