justflix, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
L’Ungheria ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dalla Corte Penale Internazionale (ICC). La notizia è stata diffusa dal principale consigliere del primo ministro Viktor Orbán attraverso l’agenzia di stampa statale ungherese MTI, scrive NOS.
La decisione del governo ungherese è stata resa pubblica in concomitanza con la visita nel paese del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. La Corte Penale Internazionale aveva emesso a novembre un mandato di arresto nei confronti di Netanyahu, decisione che Orbán fu tra i primi a condannare.
Nonostante l’annuncio, l’Ungheria non lascerà immediatamente l’ICC. Il ritiro deve ancora essere approvato dal Parlamento ungherese, ma data la maggioranza assoluta del partito di Orbán, l’esito positivo della votazione appare scontato.
Statement by the Presidency of the Assembly of States Parties regarding Hungary’s announcement of withdrawal of the #RomeStatute #ICC #ASP pic.twitter.com/G950ZayMq2
— Paivi Kaukoranta (@PASPKaukoranta) April 3, 2025
Legami politici e contestazione del mandato d’arresto
L’uscita dall’ICC non è una decisione improvvisa: i piani per abbandonare la Corte erano già in discussione da tempo. Orbán, da anni amico e alleato politico di Netanyahu, ha criticato aspramente il mandato di arresto, definendolo “cinico e completamente inaccettabile”. Secondo il premier ungherese, l’azione dell’ICC contro Netanyahu per crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante il conflitto a Gaza è una misura ingiusta.
Netanyahu ha lodato la decisione dell’Ungheria, definendo la Corte Penale Internazionale “corrotta”.







