Dining Car from Wien, Austria, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Come parte di un nuovo piano d’azione sulle ferrovie transfrontaliere pubblicato martedì, l’esecutivo dell’UE ha annunciato l’intenzione di lanciare una piattaforma di investimento ferroviario verde che renderà più facile per le compagnie ferroviarie ottenere prestiti dalla Banca europea per gli investimenti -con sede in Lussemburgo- per finanziare nuove carrozze e treni.  Il piano e’ in linea con il più ampio pacchetto legislativo Fit for 55 volto a ridurre le emissioni del blocco del 55% entro la fine del decennio, scrive Politico.

Mentre il piano di martedì mira a potenziare tutte le forme di trasporto su rotaia a lunga percorrenza – ritenute fondamentali per raggiungere gli obiettivi climatici- i treni motturni ne sono un grande beneficiario.

Secondo il portale, la tendenza dei voli a corto raggio, rapidi e super-economici- che aveva mandato in soffitta i treni con vagone letto tra 2001 e 2019 è ora in fase di ripensamento.  Francia, Belgio, Svezia, Danimarca, Austria, Norvegia, Svizzera e Paesi Bassi hanno tutti promesso una qualche forma di investimento pubblico per ripristinare i servizi notturni ma la strada, dice politico è ancora lunga: mancano i vagoni, mancano piani nazionali e internazionali coerenti.  Gli investimenti per adeguare i treni sono il capitolo piu’ spinoso: la BEI ha investito 8,7 miliardi di euro negli ultimi cinque anni e la nuova piattaforma ha lo scopo di aiutare le ferrovie a ottenere prestiti con lunghi periodi di rimborso e garanzie dell’UE.

Un piano per mettere su un vagone letto diretto da Malmö in Svezia a Bruxelles via Copenaghen e Amburgo è fallito perché nessun operatore ferroviario si è offerto di farlo passare attraverso la Germania. La più grande economia europea – una delle prime ad abbandonare i treni notturni a metà degli anni 2010 – deve ancora impegnarsi a fare molto di più che consentire ai treni notturni di altre ferrovie statali come ÖBB di attraversare la sua rete, dice ancora Politico.

La Germania, ad esempio, sarebbe tra i paesi che meno stanno cooperando alla rete europea che dovrebbe favorire i treni notturni. E l’Unione non sta facendo abbastanza per trasformare una bella idea in qualcosa di concreto.