I revisori dei conti al parlamento europeo chiedono che un think-tank euroscettico, restituisca 34.000 € che ha speso per il referendum sull’Ucraina dello scorso aprile, ha detto il Guardian giovedi scorso.

I revisori sostengono, a detta del quotidiano britannico, che l’Institute for Direct Democracy, affiliato allo UKIP deve restituire i soldi “sprecati” per il referendum sul’Ucraina.

La relazione della società di revisione non è ancora stata pubblicata e le indiscrezioni pubblicate dal Guardian, sarebbero sulla base dei documenti ai quali i suoi cronisti hanno avuto accesso.

Tuttavia, nel mese di aprile, era stato già segnalato al Parlamento europeo che un finanziamento, del quale ha beneficiato il blog GeenStijl -uno dei promotori del referendum- era andato per l’acquisto di uno spazio pubblicitario sul più grande quotidiano olandese.

Lo spot faceva parte della campagna del blog per raccogliere firme necessarie per il referendum sull’accordo UE con l’Ucraina. GeenStijl aveva annunciato a tamburo battente, in un post sul blog dello scorso settembre, che stava usando i soldi del Parlamento europeo.

‘Si tratta di fondi europei ma di fondi euroscettici. Un grazie di cuore a Nigel Farage ‘, aveva scritto il blog. Le norme che regolano i finanziamenti UE proibiscono tassativamente che i fondi possano essere i mpiegati “per coprire spese, come i costi della campagna per i referendum e le elezioni (eccetto per le elezioni europee), il finanziamento diretto o indiretto dei partiti nazionali, i candidati e le fondazioni politiche, sia a livello nazionale che a livello europeo’.

La reazione del gruppo euroscettico, non è tardata ad arrivare: ‘ è diventato sempre più evidente, dopo la Brexit e il referendum olandese che l’UE non tollera più il pensiero collettivo. Ad ogni tentativo di uscire dagli schemi, prosegue il comunicato stampa emesso da IDDE, regole e norme vengono modificate’.

Nel concludere il comunicato, il gruppo si dice certo delle sue ragioni. FIno allo scorso settembre, tesoriere del think-tank era il deputato olandese Louis Bontes, un ex membro del PVV che ora rappresenta il partito di destra euroscettico VNL.