The Netherlands, an outsider's view.

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Lucky Star, videoteca superstite di Amsterdam

Rob, il proprietario è un signore piccolo, gobbo, con un paio di occhiali ovali e capelli ricci



di Virginia Zoli

Lucky Star appartiene decisamente alla categoria delle videoteche decadenti: gli scaffali di dvd non troppo affollati, la carta da parati che tende al giallastro, pochi (ma buoni) poster appiccicati al muro, come quello di Babel, uno dei miei film preferiti.

Il proprietario Rob è il tipo di soggetto che ti aspetteresti di trovare in posti come questo: un signore piccolo, gobbo, con un paio di occhiali ovali e capelli ricci. Un personaggio alla Twin Peaks, di quelli un po’ inquietanti, con un sorriso ambiguo stampato in faccia e l’aria di chi si è appena fatto un bicchierino.

Entro e lo trovo dietro al bancone, intento a sistemare le schede dei film dentro a un cofanetto rosso. Mi sorride e dice “Fai come se fossi a casa tua”. Scatto qualche fotografia e iniziamo a parlare. Gli chiedo quale sia il suo scaffale preferito, lui mi guida attraverso l’unica stanza indicando una fila di film danesi: Festen è il primo della lista.

“L’ho visto! Mi è piaciuto un sacco”. Gli si illuminano gli occhi, è sinceramente contento che lo conosca. Mi conduce davanti alla collezione di film italiani: Fellini, Moretti, Sorrentino, una selezione attenta e appassionata.

“Tutti questi dvd sono solo a noleggio?”, gli chiedo. “Alcuni, [i peggiori], sono in vendita. Gli altri sono solo a nolo. Immaginati se dovessi vendere questo – dice impugnando La Strada di Fellini – mi si spezzerebbe il cuore, come potrei?”

Chiedo come vanno gli affari nell’era dello streaming, dato che quasi tutte le videoteche di Amsterdam sono state costrette a serrare i battenti negli ultimi anni:

“Spesso mi immagino il giorno in cui dovrò chiudere questo negozio, che esiste da ormai 35 anni – risponde – Mi sento male ogni volta: mi chiedo cosa succederà ai piccoli grandi film che nessuno conosce? Io me ne frego di Harry Potter o film del genere, ma cosa succederà a La Strada?”

È visibilmente emozionato. La sua passione mi parla, insieme alla paura che le perle rare del negozio spariscano dimenticate. I pochi clienti rimasti, dice, sono ormai amici di vecchia data, sempre gli stessi, quelli che conservano intatta la curiosità di conoscere una nuova storia, perdersi nei personaggi, decidere se amarli o detestarli:

“Le persone sono pigre, non vogliono più rischiare. Adesso possono iniziare un film e spegnerlo quando gli va. Io scelgo sempre i film insieme ai miei clienti, consiglio quello che penso sia più adatto alle loro esigenze. Se il giorno dopo tornano scontenti, gliene faccio noleggiare uno diverso, gratis. Se invece mi dicono che il film gli è piaciuto, mi basta per essere felice.”






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