The Netherlands, an outsider's view.

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CULTURE

LPM, cooperazione e underground ripartono dal video

Ad Amsterdam per la terza volta, l'evento itinerante dedicato a VJs e appassionati di immagini in movimento

di Cecilia Terenzoni e Martina Fabiani

 

Appassionati di proiezioni e proiettori, nerd di spettacoli digitali, esperti di sperimentazioni visive e immagini in movimento, si sono dati appuntamento il weekend passato al Radion di Amsterdam per celebrare il VJing, forma d’arte ancora poco valorizzata e troppo spesso all’ombra dei mostri sacri della consolle (quella musicale).

Il VJing, però, non è solo un insieme di luci stroboscopiche che fa da sfondo al beat, ma è un’attività dotata di un suo linguaggio e di una vera e propria scena, autonoma rispetto al Djing. LPM Live Performers Meeting è un festival nato a Roma nel 2004 che si struttura su uno spazio temporaneo offerto ad artisti professionisti e dilettanti di VJing provenienti da tutto il mondo.

 

Progetto nato sul digitale, l’evento dà l’opportunità concreta a VJ, veterani e non, di conoscersi e condividere esperienze umane e professionali, legate al mondo delle visual perfomance. “Il nostro è un approccio democratico, non ci interessa mettere in risalto l’headliner di turno. Tutti gli artisti possono dare lo stesso apporto al festival, qualitativamente e quantitativamente”, ci racconta Chiara, una delle organizzatrici.

La ricetta “atmosfera rilassata ambiente internazionale” ha funzionato alla grande: in 4 giorni di performance audiovisive, VJing, live mapping, workshop, discussioni il programma ha esplorato differenti temi attraverso il linguaggio audiovisivo, con l’utilizzo di nuove tecniche e tecnologie. “Siamo ad Amsterdam per la seconda volta, e vorremmo tornarci anche l’anno prossimo. Per noi l’Olanda è terreno fertile, LPM è in linea con le tendenze musicali e le sperimentazioni artistiche della capitale. Spesso a Roma facciamo fatica a farci capire dalle istituzioni: probabilmente avremmo la loro benedizione se ci occupassimo di danza classica” conclude Chiara con sarcasmo.

Grazie alla credibilità acquisita negli anni, LPM fa oggi parte di AVnode | LPM 2015 > 2018 – proprio con sede ad Amsterdam – , progetto su scala mondiale sostenuto dal fondo europeo per la cultura. 13 partner provenienti da 12 paesi diversi hanno organizzato negli ultimi anni delle edizioni all’estero tra cui quelle a Xalapa (MX), Minsk (BY), Mexico City (MX), CapeTown (SA), Eindhoven e Amsterdam (NL), oltre a quelle tenute a Roma.

Al tramonto del sole si è svolto il Contest di Live Mapping, organizzato dalla comunità messicana di VJ. Le proiezioni mappate sono degli spettacoli intensi e coinvolgenti, creati facendo interagire dei contenuti video (2D o 3D) proiettati su diverse superfici. Il contenuto è studiato appositamente per le geometrie della superficie prescelta. Quattro giurati hanno valutato le audio-video installazioni di 6 finalisti – proiettate sulle mura esterne del Radion – secondo tre parametri: il rapporto con l’architettura, quello audio/video e il concept dietro al lavoro.

Spettacoli di linee geometriche, forme e colori hanno cesellato -virtualmente- le pareti dell’edificio, seguendo le note di una base musicale. Tra gli applausi degli spettatori, si è aggiudicato il primo premio l’ucraino Vj Yarkus. “Trovo che questa forma d’arte non sia secondaria alle altre per la capacità di sfruttare le tecnologie più avanzante, mantenendo quell’aspetto genuino e libero, tipico delle creazioni artistiche”, ha detto Martina, una delle spettatrici.

Dj e VJ hanno continuato, nelle sale interne, a portare avanti il dialogo tra musica e immagini fino alle prime luci dell’alba.