The Netherlands, an outsider's view.

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ART

Louise Bourgeois: To Unravel a Torment. Al Voorlinden di Wassenaar fino al 17 maggio 2020

Il museo Voorlinden di Wassenaar a Leiden presenta Louise Bourgeois: To Unravel a Torment, una mostra antologica sui sei decenni di attività dell’artista che raccoglie quaranta opere fondamentali provenienti dalla Glenstone Collection, The Easton Foundation e Voorlinden.

Sono passati quasi trent’anni da un’esibizione così completa sull’arte di Louise Bourgeois nei Paesi Bassi.

“È sorprendente come in un decennio Bourgeois abbia continuamente reinventato se stessa nella sua arte e creato opere di tale varietà, che, se mostrate insieme, rivelano una coerenza sorprendente e una firma individuale unica”, dice la regista Suzanne Swarts.

Louise Bourgeois (1911-2010) è stato una figura radicale che ha inseguito la propria strada con arguzia, intelligenza e audacia, talvolta non in linea con il gusto e le idee del momento.

Oggi è una delle icone dell’arte della fine del XX secolo, che ha combinato la narrazione personale e l’intuizione psicologica con eccezionali innovazioni artistiche.

“Anche se il lavoro è personale, ha una qualità speciale che entra sotto la pelle di tutti gli spettatori e la capacità di sbloccare ricordi e pensieri nascosti”, dice Swarts.

Maman (1999), il più grande dei suoi famosi ragni, sarà installato sul terreno del Voorlinden immaginandosi come la porta d’ingresso alla mostra. All’interno è esposta “Personaggi”, una selezione delle prime sculture in legno, oltre a pezzi in bronzo, marmo, gesso, gomma, tessuto e una serie di disegni e stampe.

Ci saranno anche diverse installazioni di “Celle” in cui Bourgeois esprime stati psichici ed emozioni come la rabbia, la paura e la solitudine, che spesso evocano un senso di inquietudine.

La mostra include The Destruction of the Father (1974), considerata dall’artista una delle sue opere più importanti anche se poco esposta. Si tratta di un diorama teatralmente illuminato, che funge da commento alle figure paterne dominanti e alla vendetta immaginaria che ispirano.

La mostra è frutto della collaborazione con il Glenstone Museum, Potomac, Maryland e The Easton Foundation.