La discussione sul razzismo ha acuito la lotta ideologica all’interno del Partito Socialista, SP, scrive NRC. Il dibattito sull’antirazzismo, infatti, avrebbe scatenato una guerra civile all’interno del partito più ideologico del parlamento olandese, tra chi vorrebbe abbracciare le ragioni dell’antirazzismo e del movimento BLM e chi invece si richiama di più alle istanze del socialismo classico.

La scorsa settimana, il presidente SP di Amersfoort si è dimessa in segno di protesta contro la reazione tiepida del partito nazionale all’ondata BLM:  Marijke Jongerman ha annunciato in una dichiarazione su Facebook  che avrebbe lasciato l’SP per le troppe critiche mosse al movimento antirazzista, così la dirigenza  “semina divisioni invece di combattere il razzismo”.

La Jongerman, dice la dirigente locale, avrebbe visto gli elementi di un simile attacco in un recente editoriale del parlamentare e membro del consiglio nazionale del partito Ronald van Raak sul sito The Post Online: Van Raak sostiene che una giovane donna nera gli avrebbe detto di preferire  una lotta razziale a una lotta di classe, pur definendosi culturalmente marxista.


Enfatizzare il contrasto etnico è materia delicata nell’SP, dice NRC: il marxismo “non riguarda la razza, ma la classe”. “Questa donna marxista era nera e donna, ma anche giovane e altamente istruita. Ha più opportunità di un uomo bianco, anziano e poco istruito. Nei loro sforzi indubbiamente sinceri per combattere le vittime del razzismo, loro stessi discriminano gli altri “.

L’SP vive da tempo questa crisi di identità tra sinistra tradizionale, nuova sinistra e le sirene dell’estrema destra:  “Capisco che la priorità per l’SP sia la lotta di classe, ma attaccare gli antirazzisti è davvero esagerato” ha detto la ex dirigente. L’identitarismo e la rincorsa a destra degli elettori del PVV sono le accuse mosse più di frequente al Partito Socialista. “È impossibile cambiare qualcosa nell’SP”, avrebbe detto la Jongerman sostenendo che il dibattito sul tema è immobile.

Nel 2018, anche la consigliera di Hilversum Rebekka Timmer, ricorda NRC, si è dimessa a causa del dibattito interno sul razzismo affermando che nell’SP non c’è posto per  l’antirazzismo mentre il partito si sposta a destra. E all’interno dell’ala sinistra dell’SP c’è anche insoddisfazione per come la leader del partito Lilian Marijnissen affronta l’argomento. Non è abbastanza visibile e sceglie tono e contenuto sbagliati nei suoi tweet, dicono i critici interni. Che senso ha sostenere BLM pubblicando sui social il video di un discorso di un socialista argentino bianco? Senza contare l’atteggiamento ambiguo verso il movimento anti-Zwarte Piet.