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Quando Pietro il Grande nacque a Mosca era il 20 maggio del nono mese dell’anno 7180, secondo il calendario russo. Poco più di 27 anni dopo, nell’anno 7207, Pietro – che nel frattempo era diventato zar – decise che la Russia avrebbe abbandonato il calendario ortodosso.

A partire dal 1700 il nuovo anno sarebbe iniziato il 1° gennaio seguendo così il calendario giuliano. Il controllo del tempo era un importante segno dell’accresciuto potere di Pietro. Ma non l’ultimo: lo zar fece infatti dotare la Torre del Salvatore del Cremlino di un impressionante orologio e di una campana, scrive Gabri van Tussenbroek su Het Parool.

La Torre Spasskaja, costruita nel 1491 dall’architetto italiano Pietro Antonio Solari al tempo di Ivan III, è la più alta e vistosa del complesso e possiede un grande orologio che segna l’ora ufficiale di Mosca.

I soggiorni olandesi di Pietro il Grande

Pochi sanno però che l’orologio e le campane sono state forgiate ad Amsterdam. Pietro I Alekseyevich Romanov si recò due volte in Olanda, terra con cui lo zar aveva un feeling particolare: nel 1697 e nel 1716. La prima era una missione diplomatica per chiedere sostegno contro l’Impero Ottomano che avanzava.

Tuttavia, era anche interessato agli ultimi sviluppi della scienza e della tecnologia. Lo zar visitò il cantiere navale della Compagnia delle Indie, le chiese e la sinagoga portoghese. Prese lezioni di disegno e di incisione, ha visto collezioni e armadi di curiosità e si interessò a tutto ciò che ha aveva che fare con la tecnologia moderna. Grazie alle nuove conoscenze modernizzò la sua flotta da guerra e riorganizzò l’esercito.

A San Pietroburgo allestì una “sala d’arte” dove gli interessati potevano studiare le collezioni scientifiche, ponendo così le basi della scienza russa.

Il metallo e la rivalità con la Svezia

Ma Pietro era anche interessato alla produzione di metallo. La tecnologia era di grande importanza strategica, poiché lo zar si era prefissato l’obiettivo di aumentare la potenza militare della Russia e di prepararsi alla guerra con la Svezia, che contestava l’accesso della Russia al Mar Baltico. Poiché la Svezia era un grande produttore di ferro e il ferro era indispensabile per l’industria bellica, Pietro aveva ordinato la creazione di ferriere anche sul territorio russo nel 1698.

È quindi probabile che Pietro il Grande abbia visitato la fonderia della città di Amsterdam, dove si produceva non solo l’artiglieria ma anche gli orologi che riscuotevano grande successo.

Sulla vetta del Cremlino

Nel giugno 1701, non molto tempo dopo la prima visita di Pietro alla Repubblica, il Cremlino fu colpito da un enorme incendio: a causa della fragilità della struttura interna, le campane della torre caddero e ne ruppero gli archi in legno. Il danno era ingente ma ciò non poteva scoraggiare Pietro.

Fu lo zar in persona, tramite il suo chargé d’affaires Adolph van Scherpenzeel a ordinare l’orologio e le campane ad Amsterdam, che furono fuse da Claes Noorden e Jan Albert de Grave, sotto la supervisione dell’ex organista della Oude Kerk, Sybrandt van Noordt.

In luglio 1704 gli ispettori conclusero che anche le campane della terza e più grande serie erano “pure e giuste nella loro qualità”, e che erano in buona armonia tra loro. Tutto questo fu registrato dal notaio, dopo di che nulla più si oppose alla consegna a Mosca.

Il nuovo orologio

L’enorme carico fu probabilmente portato in nave ad Archangelsk quella stessa estate – e non a San Pietroburgo che fu fondata solo nel maggio 1703. Da lì giunse a Mosca con un convoglio di trenta vagoni. Il prezioso carico di 42.474 rubli fu immagazzinato in via Ilyinka, di fronte al Cremlino, da dove iniziò l’installazione all’ottavo, nono e decimo piano della Torre del Redentore, alta quasi settanta piedi.

I lavori durarono fino al 1709. L’orologio aveva un quadrante composto da dodici cifre decorate con stelle.

Il nuovo orologio servì, con alcune interruzioni, fino alla metà del XIX secolo. Fu danneggiato da un incendio nel 1737 e non fu restaurato fino al 1767. A partire dal 1770 suonò la melodia tedesca “Oh, tu caro Augustin”. Durante l’incendio di Mosca del 1812 l’orologio fu nuovamente danneggiato per essere poi sostituito dal 1851 da un nuovo sistema.