The Netherlands, an outsider's view.

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L’OPINIONE Satira italiana vs satira olandese, io le vedo così [ITA/ENG]



Come ogni genere letterario la satira politica ha diverse interpretazioni in giro per il mondo.

Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno South Park, Saturday Night Live e il Daily Show. Il Regno Unito ha inventato i pupazzi del Spitting Image, tradotto dai francesi ne Les Guignols de l’Info. In Italia, Maurizio Crozza e Il Terzo Segreto di Satira sono solo due esempi. E la satira olandese?

Oltre ad alcuni talkshow americani che hanno attraversato l’oceano grazie al web, cosa offre la televisione olandese in termini di satira politica?

Anche in Olanda, la satira politica è stata il fulcro di alcuni format di successo. De Wereld Draait Door, uno dei programmi più seguiti della TV olandese, da dieci anni si conclude con uno sketch chiamato Lucky TV dove è presentata una versione del re Willem Alexander d’Olanda nelle vesti di uomo comune, volubile, sfortunato e vulnerabile.

Anche YouTube è piena di sketch divertenti dove politici e reali olandesi sono presi in giro tipicizzandone il carattere o esagerando certi loro comportamenti. Eppure una risata è tutto quello che vi farete visto che di critica sociale non vi è traccia. Infatti, a differenza di altri paesi, uno su tutti l’Italia, la satira olandese ha un solo scopo: far ridere.

Si potrebbe dire, e alcuni olandesi probabilmente direbbero, che la politica e i politici dei Paesi Bassi non si prestano quanto quelli Italiani ad aspre ed incessanti critiche. Ma, diciamola tutta, davvero in Olanda non ci sono critiche da muovere a coloro che sono al potere?

Per contro la satira italiana invia messaggi sottili. Mentre Crozza ci mostra il lato oscuro di Renzi o il Terzo Segreto di Satira ci racconta il Berlusconiano doc sottomesso al Cavaliere, tra una risata e l’altra siamo invitati a porci domande sulla società italiana. È qualcosa che da stranieri, all’inizio, è difficile captare, non tanto per la lingua, quanto per il distacco culturale che rende queste sfumature difficili da decifrare. Io, sto ancora imparando.

Le parodie del re Willy sono esilaranti, non c’è dubbio. Ora che seguo la satira italiana però non sono più sicuro che quella olandese meriti questa denominazione. Certe personificazioni dei potenti olandesi sono eccellenti, ma un momento di ilarità è tutto quello che vi troverete. Diversamente dalla satira italiana, che rivela i lati scuri del potere, quella olandese, tramite la sua umanizzazione, avvicina il potere al popolo e, così facendo, favorisce la popolarità di re e primi ministri.

L’Autore
Mathijs Van Dijk insegna olandese in terra belga. Dal suo osservatorio brussellese, che condivide con la compagna italiana e due gatti neri, Mathijs si tiene informato sull’attualità olandese mentre scopre ogni giorno un pezzetto d’Italia.

[VERSIONE ORIGINALE]

When a Dutchman looks at: Italian political satire

Like any cultural expression or genre, political satire has different interpretations around the world.

The US has South Park, Saturday Night Live and the Daily Show. The UK used to have the puppets of Spitting Image, existing in France as Les Guignols de l’Info. Italy has Maurizio Crozza and Il Terzo Segreto di Satira. But what about the Netherlands?

Besides some American talk shows that have crossed the ocean thanks to the web, what does Dutch television have to offer in terms of political satire?

In The Netherlands, political satire has been a part of a number of successful tv shows. De Wereld Draait Door, the most long-lived weekday talk show in Dutch television history, has, for the last 10 years, had a closing item called Lucky TV. This item includes the running gag of a ‘regular Joe’ version of King Willem Alexander, now called “Willy”, whose everyday personality ad absurdum make him more of a real person and King than the actual King. 

There are plenty of sketches on YoutTube where Dutch politicians are parodied for their style of communication or other behaviourisms.

Yet it often feels that these sketches exist just for the purpose of getting the laughs.

Can this type of parody be considered satire even if it never feels to really provide social criticisms? It mocks and is snazzy but doesn’t make the viewer think about the actions or political views of a politician.

One might say – and a good number of Dutch would probably like to agree – that politics in the Netherlands is simply not that messed up when compared to ‘Southern countries’ like Italy. But let’s be honest, are there really no challenges to put before those in power?

I love Italian political satire for the way it sends subtle messages to the audience. Whether it is Crozza showing us the Dark Side of Matteo Renzi or Il Terzo’s interpretation of the unflinching loyalty of the Berlusconiano doc to the “Cavaliere”, there is a double entendre that explains a lot about Italian society. It is something that’s not easy to get at first, as a foreigner and not only because of the language. The different cultural background is what really makes it initially “hard to get” – and I’m still very much learning.

King Willy parodies are fun, no doubt about it. However, after having experienced the Italian style, it is hard to say that Dutch satire fully owns its denomination. There are uncannily good impersonations of Dutch political figures, but a bit of fun is all you’ll find there. So far, rather than challenging the power, much of well-known Dutch satire has simply made life easier for royals and prime ministers.

About the Author
Mathijs van Dijk lives as a Dutchman in Brussels where he currently writes and teaches Dutch. From this Belgian home with his Italian girlfriend and two cats, he keeps tabs on Dutch goings-on and continues to learn every day about Italy.

 



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