È ancora un mistero il motivo per il quale alcuni ex pazienti covid, continuino a lottare con problemi di salute anche a distanza di tempo dell’infezione. La cosiddetta sindrome post-covid, o covid polmonare secondo i ricercatori dell’università UMC di Groningen, colpisce un olandese su otto nel periodo tra tre e cinque mesi dopo il contagio. La ricerca è stata svolta nel primo anno della pandemia.

La questione riguarderebbe il 12,7% dei pazienti, afferma la leader dello studio Judith Rosmalen, docente di psicosomatica. I sintomi sarebbero dolori al petto, perdita dell’olfatto e del Gusto, senso di soffocamento, affaticamento e dolori muscolari.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet e i partecipanti hanno dovuto compilare gli stessi questionari in un periodo nel quale non erano stati ancora contagiati dal covid.

UMCG conduce dal 2016 ricerche sulla situazione sanitaria tra la popolazione generale nei Paesi Bassi attraverso il progetto Lifelines.

Ora che i ricercatori di Groningen si concentrano in modo così preciso sulle persone con sindrome post-covid, Rosmalen spera di utilizzare una ricerca di follow-up per spiegare le cause del covid lungo. Tuttavia una spiegazione definitiva non è ancora in vista, dice NOS.

Grazie alla quantità di dati raccolti dal progetto è possibile cercare Proteine nei campioni di sangue dei partecipanti che possano indicare danni agli organi o infiammazione a lungo termine causate dal virus. I ricercatori eseguiranno anche misurazioni extra su alcune delle persone che lamentano disturbi a lungo termine.

Il problema degli effetti a lungo termine del coid si sta rivelando molto serio in diverse fasce della popolazione. Almeno un migliaio di operatori sanitari contagiati all’inizio della pandemia hanno perso stanno per perdere il lavoro perché non possono più tornare in servizio dopo due anni.