L’olandese sopravvissuto a Nagasaki, risarcito dal Giappone

Dick Büchel van Steenbergen era un prigioniero di guerra a Nagasaki quando l’aviazione americana sganciò la bomba atomica sulla città nell’agosto 1945. Più di 70 anni dopo il governo giapponese gli ha consegnato 8800 euro come risarcimento per i danni fisici e psicologici, ha riportato l’emittente NOS venerdì.
Soldato dell’esercito olandese delle Indie Orientali, van Steenbergen fu catturato dai giapponesi vicino a Bandung, in Indonesia, nel 1942 e fu mandato a lavorare in un cantiere navale di Nagasaki. Il 9 agosto 1945 van Steenbergen vide un aereo sopra di sè e si rifugiò in una fabbrica. Tutto quello che ricorda fu un lampo e poi il buio, ha raccontato a Reuters. Il suo cantiere era distante meno di due chilometri dall’epicentro dell’esplosione. Entro questo raggio, la maggior parte degli edifici fu completamente distrutta.
Dopo essere uscito dai rottami, van Steenbergen e qualche altro sopravvissuto si precipitarono verso le colline fuori dalla città in fiamme. A Nagasaki all’epoca c’erano circa 150 prigionieri olandesi, 140 dei quali soppravvissero al bombardamento, ma solo van Steenbergen e un altro sono ancora vivi oggi.
Il Giappone si è preso tutte le responsabilità del bombardamento di Hiroshima e Nagasaki, ha spiegato a NOS Yoko Huijs-Watanaki della Fondazione per le Vittime della Guerra nel Pacifico. “Le vittime straniere che vogliono un risarcimento devo comunque passare dai nostri tribunali”.
Van Steenbergen non ce l’ha con il Giappone: “Loro hanno sperimentato la loro miseria, io la mia” ha detto a Reuters. E non prova nemmeno rancore verso gli Stati Uniti che hanno sganciato la bomba. “La bomba mi hasalvato. Mi ha liberato dopo anni di prigionia”.

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