A conteggio ormai ultimato, si delinano i profili del prossimo parlamento olandese. Il partito del premier Mark Rutte, rispetto agli exit poll, guadagna 2 seggi e si stabilizza a 33, secondo il PVV di Geert Wilders a 20 seguito da CDA e D66 a 19. Male a sinistra: a parte i 14 seggi per i verdi di Jesse Klaver, che quadruplica i consensi, l’SP perde uno scranno e il Pvda crolla a 9 seggi, il suo minimo storico.

Da una prima analisi del voto, nonostante il VVD perda ben 8 deputati rispetto al 2012, la destra avanza anche grazie ad una redistribuzione dei seggi: il PVV ne guadagna 5 ed entra in parlamento Fvd (Forum voor Democratie) una formazione populista ed euroscettica che potrebbe aver rosicchiato consenso al premier.

Ma è a sinistra il crollo: i laburisti, rispetto al 2012 riducono a meno di 1/3 i consensi e l’exploit del Groenlinks non bilancia le perdite dei socialdemocratici. Entra in parlamento anche DENK, una formazione multietnica, guidata dai deputati Kuzu ed Ozturk che si propone come speculare al movimento di Geert Wilders.

Difficile, a questo punto, la formazione dell’esecutivo: se VVD e CDA avevano già espresso l’intenzione di collaborare, e la presenza del D66 potrebbe essere papabile, difficile comunque far quadrare i conti. Mancano, infatti, sei seggi. Il rischio, quindi, è che il prossimo governo sia composto da un numero di partiti che potrebbe salire a 5.