The Netherlands, an outsider's view.

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Il Parlamento ha approvato oggi, 23 gennaio, una norma per la tutela l’accessibilità alle persona con handicap, di esercizi commerciali e servizi, inclusi quelli online. La legge recepisce la Convenzione ONU sull’abbattimento delle barriere per persone disabili, ratificata dall’Olanda nel 2006. Il testo, tuttavia, è il risultato di un compromesso tra le formazioni politiche; i tempi e i modi di attuazione del principio, infatti, sono stati oggetto di discussione tra chi chiedeva l’obbligatorietà delle misure, come il Pvda e chi invece voleva un approccio graduale e vincolato alle disponibilità economiche delle imprese, come il VVD. L’ennesima frizione tra le due componenti della compagine governativa, aveva inizialmente portato ad uno stallo: il Pvda avrebbe voluto una tabella di marcia obbligatoria con l’indicazione del tipo di aggiustamenti necessari a rendere le aziende accessibili mentre il VVD, temeva che i costi e il rischio di azioni legali avrebbe potuto danneggiare le imprese. Per superare l’inconcilitabilità delle vedute sono intervenute le due piccole formazioni confessionali SGP e Christen Unie, che hanno proposto di posticipare l’introduzione della norma al I gennaio 2017, rimandando a decisioni future i termini di applicazione della norma. Con il voto favorevole di  Pvda, dei partiti confessionali e di quelli di sinistra è arrivato alla fine il si dell’aula. Esulta Otwin van Dijk, deputato laburista costretto su una sedia a rotelle, promotore e testimonial della riforma: “Una giornata storica per le persone con disabilità. Presto potranno accedere liberamente a mezzi pubblici, ristoranti e cinema” ha detto al Volkskrant. Secondo lui, la riforma è fondamentale perchè lasciare l’accessibilità alla volontà delle aziende si era dimostrata uno approccio inefficace. Il ministro della salute Martin van Rijn (VVD) era contrario ad obblighi imposti per legge ma ha comunque considerato “importante” l’approvazione della norma.