The Netherlands, an outsider's view.

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PHOTOGRAPHY

Lo stupro impunito: le installazioni di Laia Abril al Foam di Amsterdam

CoverPic | Author: Flominator | Source: Wikimedia | License: CC 3.0

On Rape – A History of Misogyny/ capitolodue  è il progetto della fotografa Laia Abril che racconta l’impunità istituzionale dello stupro.

Nel 2016 cinque uomini avevano violentato una donna di 18 anni ma sono stati inizialmente rilasciati dal tribunale spagnolo nel 2018 dopo essere stati condannati per abusi – un reato minore – invece che per stupro. Questo evento è stato il punto di partenza della più grande protesta femminista della storia del paese. Con l’ascesa del movimento #Metoo, Laia Abril ha cercato di capire perché le istituzioni stessero colpevolizzando le donne vittime e incoraggiando i colpevoli preservando certe dinamiche di potere e norme sociali. La fotografa ha deciso allora di indagare più a fondo l’origine della cultura dello stupro e il linguaggio metaforico lavorando su testi e installazioni audiovisive.

Dagli abiti indossati dalle vittime di stupri eseguiti da membri dell’esercito e della Chiesa ai metodi usati in molti paesi per punire anche chi ha subito una violenza sessuale, il viaggio di Abril è stato lungo e doloroso:

“Guardando indietro alla storia – racconta Abril – ho potuto identificare stereotipi e miti basati sul genere, così come pregiudizi e idee sbagliate globali che hanno prevalso e perpetuato la cultura dello stupro. Attraverso un’accurata ricerca sulle carenze della giustizia e sugli atteggiamenti negativi del vittimismo, questo lavoro è un’analisi personale dei contesti culturali, sociali e politici che ancora normalizzano la violenza sessuale in tutto il mondo”.

Abril è un’artista multidisciplinare che usa fotografia, testi, video e suoni per raccontare storie intime che evocano realtà scomode e nascoste, affrontando spesso il tema della disuguaglianza tra i sessi e l’oppressione delle donne. Nel 2016 aveva concluso il primo capitolo di questa serie dedicata all’aborto.

Proprio grazie al progetto A History of Misogyny l’artista ha vinto quest’anno la quattordicesima edizione del Foam Paul Huf Award. Il premio è organizzato dal Foam e assegnato ogni anno da una giuria internazionale indipendente. Si vincono 20.000 euro e l’allestimento di una mostra personale presso il Foam, visitabile fino al 10 gennaio 2021.

Dopo la laurea in giornalismo nel 2009, Laia Abril ha continuato la sua carriera come artista resident a FABRICA, dove è diventata redattrice di COLORS MAGAZINE. Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale ed è ospitato ora in collezioni private e musei. Abril ha pubblicato numerosi libri tra cui The Epilogue (Dewi Lewis, 2014), Lobismuller (RM Verlag, 2016) e On Abortion (Dewi Lewis, 2018). Ha vinto il premio Aperture Best Book Award nel 2018 ed è stata finalista del prestigioso Deutsche Börse Award nel 2019. Al momento, Abril sta lavorando alla sua prossima pubblicazione On Rape (Dewi Lewis, 2021) e al capitolo Genesi: Sull’isteria di massa.