Lavorare da casa, il cosiddetto “smart-working”, iniziato a causa del coronavirus, è ormai diventato normalità. Secondo i risultati di uno studio del Centro per le Informazioni Relative al Budget Nibud lavorare da casa costa più che lavorare in ufficio. Lo riporta NU.nl.

Secondo i calcoli del Centro lavorare da casa costa circa 2€ al giorno. Le persone che lavorano da remoto 5 giorni a settimana, 8 ore al giorno, si ritrovano a spendere 43.30€ extra al mese e 440€ extra all’anno. 

Questi costi extra sono dovuti all’uso di elettricità, acqua e gas e all’acquisto di prodotti come la carta igienica o il caffè/tè. Lo studio non ha tenuto conto delle spese che erano già in precedenza sostenute dai lavoratori, come la manutenzione del proprio computer o il pagamento dell’abbonamento telefonico. 

Il Centro ha consigliato ai lavoratori che stanno facendo smart-working di discutere con il proprio capo un’eventuale compensazione per questi costi. Infatti, mentre i lavoratori non posso dedurre queste spese dalle tasse, i datori di lavoro possono  coprire esentasse certi costi, utilizzando lo schema di tassazione relativo.

È in effetti nell’interesse dei lavoratori fare una richiesta simile considerando che non si sa fino a quando si praticherà lo smart-working a causa del coronavirus.