Il tono scherzoso, e inopportuno, e la portata nazionale della questione rifugiati, sono le ragioni alla base della decisione della corte di appello di Amsterdam, di respingere il ricorso dell’emittente Powned contro una sentenza di condanna in primo grado.

Il caso risale allo scorso anno: il canale televisivo, noto in Olanda per i toni provocatori e le posizioni populiste e anti-immigrati, aveva girato un breve video dove una sua reporter, spacciandosi per una studentessa impegnata con un paper universitario, porgeva domande ai richiedenti asilo del centro di Apeldoorn.

Nel dettaglio Ahmed, rifugiato siriano, aveva parlato di un’infezione al testicolo che lo affliggeva e aveva espresso commenti di disapprovazione nei confronti dell’omosessualità. Il servizio montato da Powned, che aveva dipinto l’uomo come un “omofobo” e “maniaco sessuale”, era stato censurato dalla corte perchè ritenuto una violazione della deontologia giornalistica. La testata, inoltre, era stata condannata al pagamento di 2500e di risarcimento danni. Il video aveva provocato reazioni indignate in giro per il paese.

La cortea d’appello, pur confermando la sanzione pecuniaria e l’impianto della sentenza dei giudici di primo grado, ha tuttavia corretto la sentenza: via la censura sulle espressioni omofobe, perchè rappresentative -ha detto il tribunale- del sentimento pregiudizievole di alcuni richiedenti asilo nei confronti del mondo gay mentre rimane la censura sulla parte relativa al “testicolo” perchè priva di qualunque interesse pubblico, oltre al semplice dileggio del profugo.