The Netherlands, an outsider's view.

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ll lago che non c’è più: com’è nato il Polder di Beemster?

CoverPic | Author: Henk Monster | Source: panoramio | License: CC 3.0

Non è certo un caso che il Polder di Beemster sia iscritto nel registro del patrimonio mondiale dell’Unesco. Tra il 1150 e il 1250 il piccolo fiume che dà il nome alla zona, il Bamestra, fu soggetto a ripetute piene fino a diventare un mare interno, un lago connesso direttamente con lo Zuider Zee.

A nord di Purmerend e non lontano da Amsterdam, il polder nasce proprio dal prosciugamento del lago nel 1612: l’esempio più lampante di come gli olandesi abbiano “creato” vaste aree del loro Paese. Tutto ebbe inizio con la bonifica su piccola scala e la costruzione di dighe nel Medioevo.

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Nel 1607 un gruppo di cittadini e amministratori di Amsterdam decise di prosciugare il Beemster. Prometteva di essere un progetto finanziariamente redditizio che avrebbe inoltre contribuito a fornire cibo alla città di Amsterdam in rapida crescita.

Nel 1610 il procedimento venne completato, ma il lago si riempì di nuovo a causa di una frattura negli argini dello Zuider Zee. Si decise allora di costruire una diga alta e robusta, lunga 38 chilometri, intorno al lago e di scavare un canale circolare. Per poter procedere alla bonifica si inizia a pompare il lago a secco, utilizzando non meno di 43 mulini a vento.

Un ingegnere, Jan Adriaenszoon Leeghwater, fu responsabile della costruzione e del posizionamento dei mulini a vento. Si dovette costruire una serie di mulini, ciascuno leggermente più alto dell’altro, in modo che l’acqua venisse fatta defluire direttamente nel canale ad anello.

Nel 1612 il lago era finalmente asciutto e il polder poteva essere lavorato. Si posarono strade, si scavarono canali e fossati e si costruirono fattorie. Nei primi giorni del polder i coloni ne occuparono le terre utilizzandole per la coltivazione del grano, necessario per i lunghi viaggi in mare effettuati dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali.

Il progetto fu architettato in uno schema geometrico. La fama del Beemster Polder nasce proprio qui: nel corso dei secoli, qui si è lavorato molto sul sistema di gestione dell’acqua. Per molto tempo, infatti, sono stati i mulini a vento a dover garantire che gli abitanti non corressero pericoli e che i livelli dell’acqua fossero adatti alla coltivazione della terra.

Alla fine del XIX secolo i mulini a vento sono stati sostituiti da stazioni di pompaggio a vapore, e più tardi ancora da pompe diesel ed elettriche. Oggi il Beemster è diviso in oltre cinquanta sezioni, ognuna con un controllo autonomo del livello delle acque. Gli agricoltori hanno bisogno di un basso livello d’acqua sotto la loro terra, mentre gli abitanti del villaggio vogliono un livello alto per evitare che i pali sotto le loro case marciscano. Il livello dell’acqua ideale per gli allevatori di bestiame si trova a metà strada, mentre gli ambientalisti hanno avanzato le proprie richieste.

In passato l’acqua veniva pompata via solo per evitare inondazioni, ma oggi, nei periodi di siccità, l’acqua viene pompata anche nel Beemster. Questo è possibile perché l’IJsselmeer, l’ex Zuiderzee, ora contiene acqua fresca di qualità adatta all’agricoltura.