Il ministro degli Esteri Bert Koenders ha convocato l’ambasciatore turco per chiedere spiegazioni sulle voci  che vorrebbero l’organizzazione  Diyanet impegnata nel raccogliere informazioni sui “simpatizzanti” di Gülen nei Paesi Bassi.

Koenders ha descritto le affermazioni come preoccupanti e inaccettabile e vuole l’ambasciatore chiarisca la situazione, ha detto l’emittente NOS.

La settimana scorsa i media turchi hanno riferito che una commissione parlamentare turca starebbe raccogliendo informazioni in 38 paesi. L’Olanda sarebbe uno dei paesi elencati. Mercoledì scorso, il Telegraaf ha sostenuto che l’attuale presidente di Diyanet nei Paesi Bassi, Yusuf Acar, impiegato presso l’ambasciata turca a L’Aia, avrebbe ammesso di essere stato impegnato nel raccogliere nomi per conto di Ankara.

L’uomo, tuttavia, ha sostenuto di aver esclusivamente messo insieme nomi pubblici trovati su internet; in questo caso, quindi, l’ipotesi di spionaggio sarebbe esclusa. La lista comprenderebbe diversi membri del partito cristiano democratico CDA, molto popolare tra i cittadini olandesi di origine turca.

Dura la risposta dalla politica olandese: il segretario dei cristianodemocratici,  Sybrand Buma ha chiesto che Acar venga espulso dal Paese. ‘Questo è un modo inaccettabile di comportarsi per un membro del personale dell’ambasciata’, ha detto il sito Nu.nl.

Il governo turco ritiene i seguaci del religioso islamico Fethullah Gülen responsabili del fallito colpo di stato della scorsa estate. Decine di migliaia di persone in Turchia sono state arrestate. La ramificazione olandese di Diyanet ha emesso un comunicato negando qualsiasi coinvolgimento nella raccolta di nomi.

Nel mese di agosto, l’agenzia di stampa del governo turco, Anadolu, aveva pubblicato una lista di aziende e organizzazioni nei Paesi Bassi, che si dice prossime a Gülen.

Il primo ministro Mark Rutte e quello degli ester Bert Koenders avevano criticato la Turchia per la sua interferenze indesiderate nella comunità turca-olandese. L’elenco comprende  scuole, istituzioni culturali e aziende che si dice supportino il religioso Gülen.