NL

NL

Liste d’attesa per salute mentale chiuse, migliaia di pazienti attendono da mesi uno specialsita

La persistente carenza di professionisti, combinata con una crescente domanda di cure, sta causando lunghe liste d’attesa e all’Aia ora anche un arresto temporaneo dei servizi ai pazienti nelle terapie per la salute mentale, scrive NOS.

I pazienti che vengono indirizzati dai medici di base a L’Aia a cure specialistiche di salute mentale presso il Parnassia Group non vengono più accettati dal mese scorso: liste chiuse, e ciò riguarda circa un centinaio di pazienti a settimana.

Circa mille pazienti sono già in lista d’attesa e i tempi possono arrivare fino a sei mesi. Al momento dell’adozione del provvedimento, nelle due sedi coinvolte, a Parnassia mancavano 35 operatori su un totale di 190. Si tratta di psichiatri, psicologi sanitari o psicologi clinici. Servono ora 130 psichiatri, psicologi sanitari e psicologi clinici in tutto il Randstad, oltre ai 700 già impiegati lì, per ripristinare le cure, dice NOS.

La complessità dei pazienti in particolare è in aumento e con essa il peso delle cure che devono ricevere. Arkin, il più grande fornitore di servizi di salute mentale nella regione di Amsterdam, ha problemi simili, dice il portale .

Il GGZ olandese afferma che l’immagine che Parnassia e Arkin dipingono con le differenze regionali si applica a livello nazionale anche se stime precise non sono disponibili.

Nel 2018, GGZ aveva pubblicato i dati sul mercato del lavoro nella cura della salute mentale e già prevedeva una carenza di personale significativa e in rapido aumento per il 2020: l’associazione di categoria ha stimato il numero di posti vacanti per psichiatri a 480, per psicologi GZ a 950 e per psicologi clinici a 150.

Anche il numero di posti vacanti per infermieri specializzati, infermieri HBO e infermieri MBO è aumentato fino a quasi 2.500. Nelle professioni infermieristiche, circa 18.500 persone sono state impiegate negli istituti di cura della salute mentale. 

Alla fine del 2017, NOS aveva condotto un’indagine sul numero di posti vacanti per psichiatri negli istituti di salute mentale e all’epoca erano 663; la carenza era dovuta al fatto che molti psichiatri hanno preferito lavorare nel proprio studio, con meno oneri amministrativi, nessun fastidioso fine settimana, turni serali e notturni e pazienti spesso meno complessi.

 

SHARE

Altri articoli